BYD ha denunciato gli Stati Uniti d'America
Il colosso cinese dell’auto elettrica fa causa al governo USA per abbattere le tariffe che gli impediscono di entrare nel secondo mercato mondiale
di Redazione Drive Up© Getty Images
BYD vuole entrare negli Stati Uniti dalla porta principale. Dopo aver conquistato Europa, Asia e America Latina in pochi anni, il costruttore cinese si scontra ancora con il muro dei dazi americani. Per "abbatterlo", quattro sue controllate statunitensi hanno avviato un’azione legale contro il governo federale, contestando la legittimità delle tariffe imposte sulle importazioni.
La battaglia contro i dazi
La causa è stata presentata presso la US Court of International Trade e prende di mira i dazi introdotti in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Secondo BYD America LLC, BYD Coach & Bus LLC, BYD Energy LLC e BYD Motors LLC, le agenzie federali coinvolte – dal Dipartimento per la Sicurezza Interna all’Ufficio del Rappresentante per il Commercio – avrebbero ecceduto i poteri concessi dalla legge. BYD chiede un’ingiunzione permanente contro queste tariffe e il rimborso di quanto già versato, interessi compresi.
Una presenza già radicata negli USA
Paradossalmente, BYD è già presente sul suolo americano. A Lancaster, in California, gestisce uno stabilimento da oltre 50.000 metri quadrati dove produce autobus elettrici e impiega circa 500 lavoratori. Finora però l’attività si è concentrata sui veicoli commerciali, lasciando fuori le auto per il grande pubblico. Se la battaglia legale dovesse andare a buon fine, BYD potrebbe iniziare a vendere vetture negli Stati Uniti, magari importandole da stabilimenti in Messico o Canada.