Aeroplanino in caduta libera: Turchia, a Bologna Montella si gioca il posto
Vincenzo sulla graticola. L'aeroplanino Montella registra un altro dato negativo con la Turchia e la gara di Bologna con l'Italia può essere fatale per il futuro
Tempo fa, quando calcava le panchine italiane, Vincenzo Montella era etichettato dall'immaginario collettivo come "l'allenatore che rideva", anche dopo una sconfitta. Ed effettivamente, dopo anni incolori, l'aeroplanino aveva ritrovato il sorriso in Turchia. Nel momento in cui la sua carriera da allenatore sembrava essere in fase calante, il tecnico di Pomigliano d'Arco si era accasato all'Adana Demirspor, per poi essere promosso a commissario tecnico del Paese della mezzaluna.
Una carica da cui rischia di essere sollevato nel giro di qualche giorno. Il salto in Lega A di Nations League ha scottato Arda Guler e compagni, pesci fuor d'acqua in un girone composto da Francia, Italia e Belgio. Tre Nazionali messe in ordine non casuale, ma che inanellano in ordine cronologico tutte le cadute maturate dall'inizio del torneo. Un solo gol fatto e otto subiti. E una striscia di ko consecutivi che non si verificava dal 1993. La sfida di Bologna, adesso, sa proprio di dentro o fuori. In ottica permanenza o retrocessione dalla "Serie A" di Nations, sì. Ma anche e specialmente per Montella.
Lunedì, nella sua Italia, Vincenzo potrebbe trovarsi per l'ultima volta sulla panchina della Turchia. La Federazione, per il momento, non si è esposta sul ct, il cui contratto prevede scadenza a giugno 2028. Ma l'opinione pubblica turca, quella si è espressa. Eccome. Dalla tifoseria, che ieri a Liegi intonava cori come "Montella dimettiti" già elevati cinque giorni fa a Bursa, fino alla stampa.
I principali quotidiani invitano alla porta l'ex bomber di Roma e Sampdoria. "Penso che sia meglio per te congedarti in buoni rapporti, senza danneggiarti ulteriormente" - il consiglio di Tunç Kayacı sul portale "Fanatik" - "Dopo il fiasco dei Mondiali, un allenatore che inizia la Nations League con 0 vittorie su 3 non resterebbe al suo posto in nessun'altra parte del mondo, tranne che da noi..."
Gli fanno eco le dichiarazioni di Guntekin Onay su "Hurriyet": "La missione di Vincenzo Montella è finita da un pezzo. L'allenatore italiano non ha più nulla da offrire a questa squadra." Eppure, fino a giugno scorso l'aeroplanino era portato sul palmo di mano da tutto il Paese. L'avventura anatolica, cominciata con un ottimo Europeo concluso a un passo dalla semifinale e proseguita con la qualificazione al Mondiale dopo 24 anni.
Ecco, proprio i Mondiali. Un trauma ancora vivo nella mente dei "sultani", orfani oltretutto di due giocatori simbolo come Yildiz e Calhanoglu. La gara contro il Belgio di ieri sembrava la quarta giornata del gruppo D della Coppa del Mondo. Una buona Turchia crea, spreca e si sgretola alla prima difficoltà. Riprendendo la partita di Liegi, sotterrata dai colpi da fenomeno di De Bruyne. Gli errori tecnici (vedi la goleada subita dagli azzurri a Bursa) fanno il resto.
Montella, per il momento, fa orecchie da mercante e va avanti: "In queste tre partite abbiamo commesso un solo errore: il calcio che abbiamo giocato nel primo tempo della partita contro l'Italia. Dovevamo reagire e oggi lo abbiamo fatto", le parole post partita di ieri sera. "Non sto criticando i nostri giocatori in alcun modo" - chiosa - "ma ci sono diversi livelli nel calcio, e la Lega A è uno di questi."
Inverosimile pensare che la "Türkiye Futbol Federasyonu" sia totalmente dello stesso avviso. Se il risultato del "Dall'Ara" non fosse quello sperato anche da un ottimista come Vincenzo, l'esonero diventerebbe inevitabile. In tal caso, ci sarebbe ben poco da sorridere.