"Quando ho spento le candeline mi sono chiesto: Ma che davvero? Se devo dirvi la verità non me li sento. Di testa continuo ad averne la metà, 25. Mi ritengo soddisfatto per quello che ho fatto nella vita come calciatore e come padre". Così Francesco Totti in una lettera a Il Messaggero in occasione dei suoi 50 anni. "Ne è passato di tempo da quando insieme a mio fratello Riccardo giocavamo alle Terme di Caracalla. Spesso finivo inizialmente in porta perché ero il più piccolo ma poi quando c'era da recuperare tornavo subito in attacco", ha ricordato il Pupone. "Ieri ho compiuto 50 anni ma sono all'estero e per il fuso orario festeggio anche oggi. E poi sono 50, non basta un solo giorno per festeggiare.
Mi giro e vedo la mia avventura da ragazzino prima e uomo poi nella Roma - ha aggiunto - e mi ritengo soddisfatto. Ho coronato un sogno, il mio sogno, quello di un romano che è riuscito a giocare soltanto nella squadra della sua città, vestendo i gradi di capitano. Siamo in pochi a potersi vantare di una cosa del genere". "Per questo motivo un paio di anni fa ho detto di no al ritorno in campo (offerte di Como e Genoa, ndr). Sono stato tentato, lo ammetto, poi però il legame con la mia città, la mia squadra e la mia gente mi ha fatto dire di no. E penso alla fine di aver fatto la cosa giusta. Sarei stato forse egoista, avrei fatto felice Francesco ma avrei deluso milioni di tifosi", ha ribadito Totti.