Serie A, quanto vale ogni posizione in classifica: milioni dai diritti tv tra Champions e salvezza
I guadagni dei diritti tv vengono divisi anche in base al posizionamento in classifica. Tra terzo e sesto posto ballano 4,4 milioni
Corsa Champions, lotta salvezza, ma non solo. Se è vero che per alcune squadre gli ultimi 90 minuti della Serie A non hanno più valore dal punto di vista sportivo, hanno però un'importanza notevole da quello economico. Guadagnare o perdere posizioni nella giornata finale incide sul bilancio, soprattutto per squadre medio-piccole. La suddivisione dei ricavi dai diritti tv varia in base al piazzamento in classifica e ogni punto conta: in ballo ci sono milioni di euro. Un esempio: il Sassuolo ora undicesimo, in caso di vittoria contro il Parma concluderebbe la stagione a 52 punti e potrebbe superare Lazio e Udinese conquistando il nono posto. L'undicesimo posto frutta 3,1 milioni, il nono 4,4. Possono sembrare bruscolini, tuttavia di questi tempi un milioncino in più fa sempre comodo. Ma andiamo con ordine.
Come sono ripartiti i diritti tv?
La ripartizione dei proventi da diritti tv della Lega Serie A viene effettuata sulla base di criteri imposti dalla Legge Melandri (revisionata poi dalla riforma Lotti). La metà dei guadagni viene divisa in parti uguali tra tutte le società. Il 28% è assegnato in base ai risultati sportivi (11,2% legato alla classifica dell'ultimo campionato, il 2,8% ai punti nell’ultima stagione, il 9,33% legato agli ultimi 5 campionati esclusa la stagione appena conclusa e il 4,67% legato ai risultati storici). Il restante 22% è distribuito considerando il radicamento sociale:
l’1,1% legato al minutaggio dei giovani, il 12,54% agli spettatori allo stadio e l’8,36% all’audience tv.
Quanto incide la posizione finale?
Il piazzamento in classifica pesa per l'11,2% nella distribuzione dei ricavi legati ai proventi televisivi. In questa stagione, secondo l'analisi di "Calcio e Finanza", il valore complessivo legato esclusivamente alla posizione finale è stato stimato in circa 100 milioni di euro.
Chi è sicuro della posizione?
Al momento solo cinque squadre su 20 sono certe di chiudere il campionato nella posizione in cui si affacciano all'ultima giornata. L'Inter, che domenica ha festeggiato il 21esimo scudetto sfilando per Milano, è a +13 sul Napoli e incasserà 15,7 milioni. L’Atalanta, settima, è in vantaggio negli scontri diretti con il Bologna ottavo a -3 e guadagnerà 5,6 milioni. I felsinei, dopo la vittoria proprio a Bergamo, a loro volta non potranno essere raggiunti dalla Lazio, che con la sconfitta nel derby è scivolata a -4: per i rossoblu ci saranno 5 milioni. In fondo alla classifica, Verona e Pisa non si muoveranno da penultimo e ultimo posto. I veneti sono a +3, ma hanno una differenza reti positiva di 10 gol (il criterio che si valuterebbe in caso di arrivo alla pari, gli incroci in campionato sono finiti entrambi 0-0). Nelle casse dei gialloblu arriveranno 600mila euro (oltre a 25 milioni dal cosiddetto "paracadute"), in quelle dei toscani 300mila euro (e 10 milioni di paracadute). Le altre si giocano tutto in 90 minuti.
Corsa Champions
Per i posti che portano in Champions, ci sono in corsa quattro squadre. La prossima stagione il Napoli è certo di lottare per la Coppa dalle grandi orecchie, ma per assicurarsi il secondo posto, che vale 13,2 milioni, ha bisogno almeno di un pareggio contro l'Udinese. Milan, Roma, Como e Juventus si giocano gli altri due slot e un paio di milioni. Terzo, quarto, quinto e sesto posto che valgono rispettivamente 11,3, 9,4, 8,1 e 6,9 milioni. La differenza tra finire terzi o sesti avrà un peso non solo per la prossima stagione. Tra chi va in Champions e chi no ballano fino a 4,4 milioni.
Si può lottare per il nono posto?
Sì, si può. Dietro Atalanta e Bologna ci sono tre squadre in tre punti, dalla Lazio a 51 al Sassuolo a 49, in mezzo l’Udinese a 50: sono in lotta per i posti 9, 10 e 11. Arrivare noni vale 4,4 milioni, undicesimi 3,1: ci sono 1,3 milioni di differenza. Ancora più incerta la situazione tra il dodicesimo e il sedicesimo posto, con cinque squadre divise da quattro punti.
Bagarre nella parte destra della classifica
In ordine di classifica sono Torino, Parma, Genoa, Fiorentina e Cagliari. Le due rossoblu e i granata saranno arbitri di partite decisive per la corsa Champions e salvezza. Il Genoa sarà al via del Mare contro il Lecce, mentre il Cagliari volerà a San Siro per sfidare il Milan. I sardi, oggi sedicesimi, vincendo contro i rossoneri possono però sognare di arrivare perfino tredicesimo. Tra queste due posizioni ci sono 900mila euro di differenza (dagli 1,6 milioni del sedicesimo posto ai 2,5 del tredicesimo). Anche con un pareggio con il Diavolo potrebbero salire in classifica, visto il vantaggio negli scontri diretti con Parma (in campo contro il Sassuolo) e Fiorentina (sfida all'Atalanta). Al Torino basta un pareggio nel derby con la Juventus per assicurarsi il dodicesimo posto, che vale 2,8 milioni. Perdendo, rischia tuttavia di essere superato dal Parma e agganciato da Genoa e Fiorentina. In questo caso la classifica avulsa penalizzerebbe i piemontesi, che finirebbero così il proprio campionato 14esimi, lasciando per strada 600mila euro.
Il valore di ogni posizione
Ecco la distribuzione dei ricavi per ogni piazzamento in classifica e quanto incasseranno dunque le società a fine stagione:
- 15,7 milioni di euro
- 13,2 milioni di euro
- 11,3 milioni di euro
- 9,4 milioni di euro
- 8,1 milioni di euro
- 6,9 milioni di euro
- 5,6 milioni di euro
- 5,0 milioni di euro
- 4,4 milioni di euro
- 3,8 milioni di euro
- 3,1 milioni di euro
- 2,8 milioni di euro
- 2,5 milioni di euro
- 2,2 milioni di euro
- 1,9 milioni di euro
- 1,6 milioni di euro
- 1,3 milioni di euro
- 0,9 milioni di euro
- 0,6 milioni di euro
- 0,3 milioni di euro