Serie A 2025/26, le foto di Juventus-Fiorentina
© ansa | Juventus-Fiorentina del 17 maggio 2026
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Costerà carissimo il clamoroso passo falso della Juve in casa contro la Fiorentina, i bianconeri e il Como devono sperare in un miracolo
di Enzo PalladiniMai dare qualcosa per scontato. Il calcio è quell’espressione della vita in cui un centimetro, un rimbalzo o l’umore di un singolo possono stravolgere il lavoro di un gruppo. La volata per la Champions League in questa penultima giornata ha dimostrato ancora una volta questo teorema. Il Napoli ha chiuso il discorso passeggiando sul campo del Pisa e consentendo a presidente e allenatore di cominciare a pianificare il futuro. La Juventus invece è precipitata in fondo alla classifica di questo mini-campionato, con conseguenze che possono risultare devastanti anche in proiezione futura.
A novanta minuti dalla fine, il Milan e la Roma hanno in mano qualcosa in più di un match-ball: con tre punti staccano il passaporto per la Champions e le avversarie non sono certo di quelle che tolgono il sonno: i rossoneri aspettano a San Siro il Cagliari, la Roma deve affrontare la trasferta sul campo del Verona già retrocesso. Come amano dire gli allenatori e i giocatori, Allegri e Gasperini sono padroni del proprio destino, devono dipendere solo dalla prestazione dei propri giocatori. A Juventus e Como non basterà vincere, bisognerà anche sperare che almeno una delle due davanti inciampi su un avversario così abbordabile. Troppe combinazioni per stare tranquilli.
In un paio di settimane, Luciano Spalletti (non lui direttamente ma la sua squadra) ha visto andare all’aria mesi di lavoro duro e fruttuoso. La sconfitta, meritatissima, contro la Fiorentina, è arrivata dopo almeno due mesi positivi, undici risultati utili consecutivi, ma soprattutto molte prestazioni convincenti, se si fa eccezione per l’1-1 interno contro il Verona che è stato quasi deleterio quanto quest’ultimo crollo contro i viola. Certo, c’è un abisso tra la mancata qualificazione alla Champions della Juve e quella del Como. Per i lariani è solo un sogno che sfuma, per i bianconeri una mazzata tremenda che si ripercuoterà inevitabilmente anche su un mercato che in quel caso vedrebbe molto ridotto il budget.
Ma c’è un elemento in più a rendere complicatissimi gli ultimi novanta minuti di Juventus e Como: le avversarie. Per Spalletti ci sarà il derby contro un Toro che ha molta voglia di chiudere la stagione con una soddisfazione, anche se piccola, per i propri tifosi. Per il Como invece c’è la Cremonese. Il rischio è che questa penultima giornata sia stata decisiva per i verdetti. Quei due punti di distacco tra le terze (Milan e Roma a 70) e le quinte (Juventus e Como a 68) che un mese fa sarebbero sembrati nulla, adesso si trasformano in una barriera quasi insormontabile.
La gioia di Allegri alla fine di Genoa-Milan dice molto sul senso di questa vittoria. Dopo una settimana concitata, tra rivelazioni sconvolgenti sugli equilibri interni e incursioni della proprietà, tutto sembra essersi sistemato per evitare quello che Gerry Cardinale aveva definito “un fallimento”. E se per il Milan questo obiettivo era quello minimo stagionale, per la Roma non era così scontato e questa – per ora potenziale – qualificazione per la Champions League è un vero e proprio trofeo che Gian Piero Gasperini potrà mettere nella bacheca accanto a quello dell’Europa League vinta con l’Atalanta. La Roma ha scelto il suo allenatore rinunciando a un monumento come Claudio Ranieri, Gasp si è affidato ai suoi “tanti capitani” (Mancini è uno di questi) ed è ormai a un passo da un obiettivo che a metà stagione sembrava impossibile da inseguire. Poi è arrivato Malen, è stato innestato su un gruppo sano e il (mezzo) miracolo si è quasi compiuto.
© ansa | Juventus-Fiorentina del 17 maggio 2026
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