Speciale Inchiesta arbitri 2026
TERREMOTO ARBITRI

Non solo "bussate": in sala Var il codice segreto era il "Gioca Jouer"

Il designatore Rocchi avrebbe utilizzato segnali e gesti per dare indicazioni su come comportarsi ai varisti

27 Apr 2026 - 11:39
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"Bussate", ma non solo. In sala Var succedeva un po' di tutto durante le partite. Come rivela chi non amava troppo l'operato di Gianluca Rocchi, ci sarebbe stato una sorta di codice segreto, un metodo che comprendeva gesti e segnali per suggerire ai varisti come comportarsi in determinate occasioni. Qualcuno, stando a quanto racconta la Repubblica, lo definiva "Gioca Jouer", riferendosi al famoso tormentone di Claudio Cecchetto. In base a questa ricostruzione, una mano alzata indicava "non intervenire", il pugno chiuso "bisogna intervenire".

In pratica, Rocchi dirigeva la stessa sala Var pur non potendolo fare, perché "esterno". E questo, da regolamento, non può avvenire. Ciò emerge da uno dei tre capi di imputazione, relativi alla partita tra Udinese e Parma dell'1 marzo, quando lo stesso designatore avrebbe condizionato l'addetto Var, Daniele Paterna. Viene ben evidenziato dalle immagini in cui si vede Paterna che cambia idea sul rigore poi assegnato ai friulani.

In pratica, al centro di Lissone i condizionamenti arrivavano direttamente dall'interno, quando invece i varisti avrebbero dovuto essere tenuti al riparo da ogni ingerenza esterna, che secondo gli investigatori, adesso sarebbero sfociata in frode sportiva. "Le "bussate" in sala Var? Nell'ambiente se ne parlava e si sapeva che il protocollo non lo permetteva - ha detto all'Agi Daniele Minelli, ex arbitro ritiratosi in estate perché deluso dall'ambiente - . Da quando a Rocchi e i suoi vice non si sono più presentati a Lissone perché la federazione ha imposto la presenza della procura federale all'interno della sala Var dopo la denuncia di Rocca, gli errori degli arbitri si sono moltiplicati in modo devastante".