L'ex arbitro Gavillucci: "Il meccanismo mi ricorda quello di Calciopoli, Aia deve essere autonoma"

27 Apr 2026 - 12:12
La nuova vita di Claudio Gavillucci © Mediaset

La nuova vita di Claudio Gavillucci © Mediaset

"Il meccanismo ricorda quello di Calciopoli". Lo ha detto Claudio Gavillucci, ex arbitro che ha diretto in Serie A dal 2013 al 2018. Il 46enne, noto per aver interrotto anni fa Sampdoria-Napoli per insulti razzisti (la vittima era Koulibaly), ha detto la sua sul nuovo scandalo che sta coinvolgendo il calcio italiano. "Quanto sta emergendo non mi sorprende perché questo è un sistema che non garantisce piena autonomia tecnica alla classe arbitrale - ha aggiunto l'ex arbitro a La Stampa -. Cosa ne penso dei presunti arbitri graditi? Al di là dei club coinvolti, se fossero accertate sarebbero queste le cose veramente gravi. Ma faccio un passo indietro e posso dire che da anni mi lascia perplesso il fatto che per esempio il presidente federale potesse chiamare direttamente il designatore Rocchi davanti a errori tecnici degli arbitri, anche se gravi: il presidente Figc non dovrebbe mai parlare con il designatore, semmai con il suo omologo presidente dell’Aia. Invece era una situazione diventata prassi. Questo mi preoccupa".

E ancora: "A che titolo il presidente Figc chiama per discutere di un errore e non di un altro? Questo meccanismo, al di là della bontà delle persone coinvolte, disegna un sistema che non risulta essere trasparente e indipendente. Il meccanismo ricorda quello per cui nel 2006 scoppiò Calciopoli. L’autonomia dell’Aia deve essere rispettata".