SERIE A

Da Calciopoli al ‘caso Rocchi’: gli arbitri tornano nel fango e il pallone rotola verso il caos

20 anni dopo il più grande scandalo della storia del nostro calcio e nonostante la tecnologia, un altro terremoto sportivo. In estate si elegge il nuovo presidente federale

di Francesca Benvenuti
26 Apr 2026 - 12:44
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Neanche l'azzurro che colorava il cielo di Berlino, con la Coppa del Mondo sollevata da Fabio Cannavaro, attenuò la stagione del più grande scandalo del pallone. Era il 2006 e Calciopoli arrivò come uno tsunami a travolgere le big del campionato, la Juventus su tutte, e il mondo arbitrale. Distillando veleni, riscrivendo le classifiche.

Al centro dello scandalo, il direttore generale bianconero Luciano Moggi: il gran burattinaio accusato di aver creato un sistema di potere volto a manipolare gli arbitri a vantaggio della Juve e di altre società sportive, con la complicità dei designatori dell'epoca - Bergamo e Pairetto - e la fornitura di schede telefoniche straniere per dribblare le intercettazioni. 

Un terremoto prima sportivo - con la radiazione di Moggi e dell'ad della Juve Antonio Giraudo, la retrocessione in B della Signora, le penalizzazioni di Lazio, Milan, Reggina e Fiorentina e l'azzeramento di un'intera classe dirigente calcistica - e poi penale, con la conferma - in parte ridimensionata dalla prescrizione - che quel sistema di potere era colpevole di associazione a delinquere e di frode sportiva.

E oggi, come allora, gli arbitri tornano nel fango, nonostante quella pagina buia promettesse una profonda rigenerazione; malgrado l'avvento di una tecnologia che doveva sgombrare il campo dal sospetto, e che oggi - invece - rischia di essere anch'essa manipolabile.

Senza contare la triplice mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali: il pallone rotola verso il caos, nell'estate in cui si eleggerà il nuovo presidente federale.