Juve-Napoli non potrà mai essere una semplice partita. E' la storia che lo insegna. Però mai come questa volta si sprecano i motivi che la rendono unica. L'intreccio tra Spalletti e Allegri, due che hanno lasciato segni indelebili a panchine invertite, anche se questa volta Max si guarderà la partita dagli spalti causa squalifica. L'ombra immensa sull'allenatore bianconero di Antonio Conte, un altro che ha segnato la storia di entrambi i club. Landucci che ritrova lo Spallettone dopo i momenti di tensione del 2023. Due squadre che sono lontane dalla vetta e navigano a metà classifica, ben lontane dagli obiettivi di inizio stagione, con l'inevitabile conseguenza di non poter perdere punti.
Insomma, ce n'è già abbastanza così senza pensare a cosa abbia rappresentato questa gara negli anni. La vittoria di Torino dell'autunno del 1986, per esempio, ha dato il via allo primo storico scudetto napoletano. Oppure il 2-1 con gol decisivo dell'ex Altafini, detto da allora core ingrato, nella sfida che valeva il tricolore del 1975. O la testata vincente di Koulibaly che aveva illuso Sarri e i suoi nel 2018 e la zampata di Raspadori che ha in pratica consegnato il titolo agli azzurri nel 2023. Sivori, funambolo con il dieci da una parte e dall'altra, Platini contro Maradona, Higuain che gonfia le reti in azzurro e in bianconero.
Poi c'è la sfida tutta toscana, tra amore e odio, tra gli allenatori. Sedici precedenti tra i due con sei vittorie per Spelletti e cinque per Allegri. Il primo incrocio è a favore del tecnico di Certaldo nel 2008: Roma-Cagliari 3-2 nel primo anno di Max in Serie A. C'è stato anche un incontro in Champions League tra Milan e San Pietroburgo, vinto dal livornese, il cui ultimo scontro diretto portato a casa è datato 2018 in uno Juventus-Inter deciso da Mario Mandzukic. Tanti incroci, tante storie. Ma questa volta sembra proprio che i motivi per seguire questo Juve-Napoli siano davvero infiniti.