Roma-Inter, precedenti negativi per Gasp contro la sua ex squadra: le statistiche premiano i nerazzurri
Roma-Inter rappresenta anche il conto in sospeso di Gasperini contro i nerazzurri, mai battuti negli ultimi 17 incroci. Ma non è l'unica curiosità del big match di sabato
Inter-Gian Piero Gasperini, non ci siamo mai amati. Che per l'allenatore di Grugliasco i 17 giorni alla Pinetina siano stati una parentesi nera nella sua florida carriera è cosa nota. Ma anche quando Gasp incrocia il Biscione, ad arrendersi è sempre, o quasi, il tecnico giallorosso. Il trend negativo che va avanti da 17 confronti. Lo score è di 12 affermazioni interiste e cinque pareggi. Ma il bilancio non può sorridere se, nelle ultime dieci sfide, non è arrivato nemmeno un pari.
Oltretutto, il passivo più ampio subito dall'allenatore in carriera è, guarda caso, arrivato proprio contro i nerazzurri. Le triplette di Banega e Icardi e la ciliegina di Gagliardini, intervallati dal gol della bandiera di Freuler (7-1 totale), rappresentano un'altra batosta dell'amarcord "gasperiniano" datato 12 marzo 2017 a "San Siro". Un sonoro 4-1 rifilato dall'Atalanta all'Inter di Spalletti (11 novembre 2018) è l'ultimo piacevole ricordo di Gasperini contro la sua ex squadra.
Dieci è un numero ricorrente se si parla di precedenti. Stavolta, però, l'oggetto è il testa a testa tra Roma e Inter. Era il 2 ottobre 2016, quasi dieci anni fa, quando i giallorossi si imposero per l'ultima volta contro i rivali di sabato prossimo all'"Olimpico". L'1-1 di Banega non bastò a contrastare le firme di Dzeko e Manolas per il 2-1 finale. Sulla panchina capitolina il doppio ex Luciano Spalletti, dal lato opposto Frank De Boer.
Se si parla di doppio ex non si può non nominare Cristian Chivu. Come Gasperini per la piazza interista, anche il rapporto tra il tecnico romeno e la Roma non è dei più idilliaci. Fischi, dito medio, scorta per lo stadio e trofei vinti in faccia ai tifosi giallorossi nell'anno del Triplete sintetizzano gli ultimi venti anni di storie tese. A tutto questo, va aggiunto il primo successo-scudetto dei campioni d'Italia 2026. La rete in apertura di Bonny costringe Mancini e colleghi alla sconfitta.
E per tornare all'oggi, Roma-Inter è anche il duello tra fenomeni. Dal faccia a faccia al sapor di tango tra Dybala e Lautaro a quello che potrebbe essere un possibile avvicendamento nella classifica capicannonieri tra il Toro e Donyell Malen. L'olandese, già a sei reti in campionato, viaggia a vele spiegate verso la scarpa d'Oro della Serie A.
Tuttavia, tra le vittime del bomber ex Villains manca proprio l'Inter, affrontata due volte col PSV Eindhoven nel 2018 da subentrato e, l'ultima occasione, nel 5-2 della scorsa Pasqua a "San Siro". Chissà, che per Malen non sia proprio questa l'occasione per aggiungere un nuovo avversario alla lista. Di certo, "Bobby" non vorrà perdere il confronto col suo collega Lautaro, non nuovo a punire la Roma. Fu lui a colpire con una doppietta nel 5-2 dell'anno scorso, al rientro da un lungo infortunio. Un incrocio, l'ultimo, che sancì la vittoria numero 100 per i nerazzurri, 37 in più dei capitolini (63), mentre i segni X si sono verificati 57 volte.
La marcatura doppia permise al Toro di fare un sorpasso...multiplo: da una parte, la freccia messa su Boninsegna e il terzo posto nella classiica goleador di tutti i tempi dell'Inter. Dall'altra, l'aggancio a Dybala nella categoria gol in Serie A (131). E già nell'ottobre 2024, regalando la vittoria di misura all'"Olimpico", l'argentino di Bahia Blanca diventò lo straniero con più reti (133) al pari di Nyers.
Corsi e ricorsi storici che l'una, o l'altra squadra, possono e vogliono ribaltare da sabato. Anche in questo senso, inverosimile prevedere un confronto noioso. Lo dicono le statistiche: in 186 precedenti, sono 540 i palloni infilati nella rete. In soldoni, una media di quasi tre gol a partita, dato ineguagliato da nessun'altra classica del nostro calcio. Preparate i pop corn, almeno voi tifosi neutrali.