Roma, Malen espulso col Como: fallo su Kaiki, rosso diretto da parte di Fabbri
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Essere uscita indenne da Como è un segnale positivo: la squadra non perde mai il suo equilibrio e aspetta i gol di Dybala
di Enzo PalladiniOra la domanda è: più grave aver perso il primo posto in classifica o ritrovarsi senza Malen per una partita? Sono due facce diverse di una stessa medaglia. Trovarsi a due punti dall'Inter dopo sei giornate di campionato non è nulla di sconvolgente, ma dal punto di vista psicologico, essere inseguitori è ben diverso dall'essere inseguiti. Chi sta dietro, anche se di poco, ha sempre la sensazione di non poter sbagliare e quel minimo di sindrome ansiosa va comunque messo in preventivo. A cominciare dalla prossima partita, che vedrà la Roma ospitare all'Olimpico il Genoa. Sulla carta la gara ideale per far scontare la squalifica all'attaccante olandese, ma poi ci si riflette un secondo e viene in mente che sulla panchina rossoblù c'è un profondo conoscitore del mondo romanista come Daniele De Rossi e che proprio in questa sesta giornata la sua squadra , sintomo di ottima salute. Morale: per la domanda iniziale tutte le risposte sono buone.
C'è una considerazione su cui invece non possono esserci dubbi: la Roma con Malen è molto diversa dalla Roma senza Malen. Il riferimento non deve essere l'ultima mezz'ora della partita di Como, perché a quel punto la squadra di Gasperini era in dieci ed è abbastanza logico che non sia stata in grado di rendersi pericolosa dalle parti di Butez. Il confronto deve essere quello con le partite precedenti. Quando Malen ha avuto delle mezze ore di riposo, il potenziale offensivo non è mai stato lo stesso. Castro è un attaccante con caratteristiche completamente diverse, non ha la cattiveria dell'olandese nell'attaccare lo spazio, viene da stagioni in cui gli veniva chiesto di giocare con le spalle rivolte alla porta e di tagliare il campo con dei cambi di fronte. Questo nella Roma lo devono - in caso - fare altri.
Il Malen delle ultime giornate non è lo stesso delle prime: alla seconda giornata aveva già 5 gol all'attivo, nelle successive 4 è andato a segno solamente contro il Torino. Ma a modo suo anche Dybala ha seguito un percorso analogo. Continua il suo rapporto conflittuale con il gol (zero segnati in questa stagione) e ha rallentato anche la produzione di assist, che erano 4 nelle prime 3 giornate e zero da lì in poi. Contro il Como, un gol mangiato dopo una manciata di minuti, sinistro fiacco e centrale che non sembrava nemmeno uscito dal suo piede. A Como, ha ritrovato il vero piglio del leader soprattutto quando l'inferiorità numerica rendeva necessario qualche piccolo atto di eroismo.
Attenzione, però: tutto questo non significa che la Roma sia in crisi o possa pensare a entrare in una fase della stagione particolarmente complicata. Gasperini si è ritrovato in grande emergenza nel preparare questa complicatissima trasferta, ha sopperito con quello che aveva a disposizione. Essere uscito indenne da un campo così complicato e contro una squadra che ambisce alle posizioni d'avanguardia significa che Gasp con la sua Roma è ancora il più credibile anti-Inter e lo resterà verosimilmente fino alla fine, perché in difesa e a centrocampo ha alternative valide e perché la squadra non perde mai la sua compattezza, nemmeno restando in dieci. Questi i dettagli che fanno la differenza in un campionato.
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