VERSO INTER-ROMA

Gasperini: "Con l'Inter sfida importante ma non decisiva, per entrambe"

Il tecnico giallorosso presenta la decisiva sfida di San Siro: "Soulé ha recuperato"

04 Apr 2026 - 14:10
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Per lo scudetto (degli altri) e per la Champions League. La Roma va in missione a San Siro contro la capolista Inter soprattutto per giocarsi punti fondamentali nella rincorsa al quarto posto, anche se Milan e Napoli sperano che riesca pure a fermare la corsa dei nerazzurri. Gian Piero Gasperini, però, penso solo all'obiettivo giallorosso. "Sicuramente in questo momento siamo concentrati sul campionato. Adesso entriamo in queste otto partite decisive, siamo veramente alla volata, e noi siamo lì, e c'è la Juventus. Credo che questo sia ciò che impegna maggiormente tutti quanti, anche me, personalmente in modo totale, a preparare il finale di questo campionato", ha detto il tecnico giallorosso.

Come arriva la squadra dopo le nazionali? “Soulé ha recuperato e si è allenato in queste due settimane con noi. La prima un po’ in difficoltà, questa ultima settimana sicuramente è molto meglio, anche se chiaramente è un giocatore fuori da tanto tempo, però questa settimana ha fatto, era di nuovo lui. Wesley e Koné sono rientrati poi dalle rispettive nazionali, sono ancora fermi, anche se entrambi i giocatori sono più positivi di quella che è un po’ la diagnosi, però chiaramente non per domani”.

Senza Wesley, toccherà a Rensch: "Vero, a parte due partite molto buone, ce me sono altre in cui ha avuto degli improvvisi cali di attenzione, di motivazione. Per quanto sia un ragazzo molto positivo, si allena sempre molto bene. Comunque per domani ci sono queste due soluzioni, lui o Tsimikas. C'è anche quella di Angelino, che sicuramente cresce". 

Sulla crisi del calcio italiano: “Visto che ormai sono tante volte, tre volte di fila che non andiamo ai mondiali, non esiste un problema unico, un qualcosa che possa risolvere così di colpo tutta quanta la situazione. Evidentemente è un complesso di cose, un sistema che sicuramente non funziona. Non funziona perché ci sono tanti ragazzini che giocano, non so, il 70-80% di ragazzini gioca a calcio fin da piccoli, e quindi c’è una base enorme, molto più grande di tanti altri paesi che vanno ai mondiali, ci sono strutture, c’è storia di calcio da sempre, e evidentemente però questo non è più globalmente, oltre il singolo problema che non è che risolvendo il presidente, l’allenatore, è sicuramente un problema più strutturale che va affrontato probabilmente da parte di tutti, anche dei media, per cercare di ricreare un sistema che sia convincente e possa produrre dei calciatori e delle nazionali adeguate a quello che è anche l’entusiasmo, il seguito che c’è al calcio in tutto quanto il paese. Quindi andrà sicuramente affrontato in modo più globale”.

Gasperini ct azzurro? “No, non accetterei la panchina della Nazionale. Questo è un momento in cui vengono fatti i nomi di tutti. Torniamo al discorso di prima: non riguarda una posizione, ma una visione d’insieme per rinnovare il nostro calcio. Questo è più importante del nome del singolo allenatore. Ci sono tanti argomenti, sono sparite tante squadre che rappresentavano un serbatoio importante".

Sul finale di stagione: "Ho provato a parlare in queste due settimane, ma ho otto giocatori, otto o nove giocatori, gli altri non sono stati convocati. Ma la squadra, sotto quel punto di vista, quella è stata mancata. Quindi non penso assolutamente, io ho già detto nelle ultime circostanze, rimanendo alle ultime partite, anche a parte Lecce, non solo col Cagliari che abbiamo vinto, ma anche in quelle più intense come Juventus, Milan, Bologna, Napoli. Sono state partite giocate molto bene, con convinzione, con mentalità, con dei momenti di grande emozione e di grande entusiasmo, che purtroppo non sono coincisi con la vittoria. Siamo stati vicinissimi, ci sono stati momenti in una partita col Bologna di rimonta, come Juventus sul 3-1, con Napoli, col Milan. L'unica settimana brutta è stata quella delle sconfitte consecutive contro Genoa e Como, però mi fermo su quelle due partite lì. Non sono state proprio fortunate ... ".

E ancora: "In generale, anche se c'è ancora qualcosa di molto importante per quasi tutte le stagioni che sono venute, mi sento dentro a una volata. Per quello che posso dire io fino adesso, sono molto contento di questa scelta e anche dell'esperienza fin qui, come si è sviluppata. Sono contento per il rapporto che, alla fiducia che sono riuscito in qualche modo a conquistare con gran parte della tifoseria, penso, e soprattutto del rapporto che ho avuto con la squadra. La squadra veramente per me è stata straordinaria e sarà così comunque a prescindere dal risultato finale. La vera parte forte, la vera parte importante di questa società, perché è giusto che sia così, una squadra di calcio fa calcio e quindi è la squadra che deve essere la cosa prioritaria su tutto quanto. Poi ci sono decisioni a parte economiche, ci sono tutte le altre sfere che riguardano una socieà di calcio, però per me la squadra rappresenta sempre la cosa prioritaria".

Intanto, c'è l'Inter: "Domani entrambe le squadre si giocano una giornata importante, non decisiva, ma sicuramente importante per i rispettivi obiettivi, che sono quelli dell'Inter, che sono i nostri e così nelle altre partite. È chiaro che quando si arriva alla fine, i margini sono sempre minori, i margini di errore, però io dico che, se si guardano gli ultimi punti che magari ci sono mancati, arrivare a questo punto a otto giornate dalla fine, in questa posizione della classifica, pari punti con la Juve e a tre punti dalla Champions, in un percorso che abbiamo avuto sì un po' di alti e bassi, ma sempre alti e bassi di risultati, ma sotto il profilo della prestazione, sotto il profilo della motivazione e della partecipazione, dell'applicazione della squadra, è sempre stata una squadra presente. Non credo che, come ho detto prima, siamo in volata, allacciamo i pedali e cerchiamo di fare il massimo. Vogliamo fare il massimo, otto partite ci separano, non sono pochissime, ci separano per tutti. Domani la partita è importante. Arriviamo comunque, indipendentemente dal discorso delle nazionali, arriviamo agguantando la Roma e domani il campionato italiano si gioca sulla Roma".

Sul suo di futuro, però, c'è ancora qualche dubbio: "Se sarò ancora l'allenatore della Roma il prossimo 1 luglio? Mi auguro sinceramente che si possa continuare a fare un percorso, non devo essere solo soddisfatto io ma tutte le componenti. Intanto giochiamo con l'Inter, poi sul 1° luglio non lo so".

Sarà decisiva la conferma di Malen? "Sì, anche se penso che abbia convinto tutti e poi, dopo, chiaramente sono importanti le valutazioni economiche. Non possiamo fare comunque la società solo per i valori del giocatore, penso non ci sia nessun dubbio. Forse potevamo fare un po' di più quest'anno, però comunque è una squadra che ha una costruzione, ha dei valori sicuramente, e che ha una base molto solida dentro. Anche, magari, con qualche critica, nel senso di dire: no, con alcuni di questo gruppo arrivi fino al quinto o al sesto posto. Comunque, se non ci sono questi margini, magari non è che passare dal decimo al quattordicesimo cambi qualcosa. Comunque, questo è un gruppo solido, bello, compatto, professionista, molto, che va migliorato. Su questo, va migliorato, va completato, va migliorato sempre come in tutte le cose, per renderlo ancora più competitivo e ancora più forte".