ROMA

Gasperini: "Scudetto? E' giusto sognare. Malen è il nuovo Higuain, Dybala è unico"

L'allenatore giallorosso ha parlato dell'ottimo avvio dei suoi e dei giocatori che possono fare la differenza

04 Set 2026 - 08:51
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Gian Piero Gasperini e la sua Roma hanno iniziato il campionato con il botto: due vittorie su due, otto gol fatti, nessuno subito. Ovvio che si inizi a parlare di traguardi importanti. L'allenatore giallorosso ha parlato di questo e molto altro nell'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport: "I sogni non si soffocano mai. L’importante è sapere che, quando suona la sveglia, la realtà è un’altra cosa. Poi, se vivi la realtà nel modo giusto, puoi anche farla combaciare con i sogni. Ma non sono discorsi da inizio settembre. La passione c’è sempre stata, ora vedo entusiasmo, ma maturo, consapevole. Più di quanto si creda fuori Roma. Ai romanisti non gliela racconti facilmente. Hanno avuto grandi campioni, grandi squadre. Conoscono il calcio. Oggi sono tifosi soddisfatti e questa è la mia grande gratificazione".

Poi è inevitabile parlare del mercato, di chi è arrivato, di chi non ha potuto arrivare e di chi è restato grazie, soprattutto, a lui come Koné: "No, è un merito che mi hanno attribuito ingiustamente. Io fino alla partita di Lecce non avevo sentito nulla su Koné, dopo non ci sarebbe stato più tempo per le trattative. E comunque non ci è mai arrivata una proposta ufficiale. A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi del Fairplay finanziario con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così. L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio. La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile. E comunque, il mio rammarico è stato compensato dalla voglia di restare di un gruppo di ragazzi, giovani e meno, che si sono tagliati lo stipendio e hanno messo davanti a tutto l’amore per la maglia e per la piazza: Dybala, Hermoso, Mancini, Cristante, Pellegrini, Lulli… Questo spirito è la nostra forza. Non succede ovunque".

Gasp ha poi parlato dei due giocatori protagonisti dell'avvio di stagione: "Dybala ha fatto tutta la preparazione al meglio, è forte, sta bene. Ci sono parole che odio, come preservare, risparmiare, riposare… Io chiedo a Paulo: 'Vuoi giocare ancora?'. Se mi risponde 'Sì', lo tengo dentro anche sul 4-0 per noi. Mai fermare un ragazzo che si diverte e giocare. Quante ne ha saltate Messi? Di Malen mi colpisce il primo tocco, con cui si crea lo spazio. Con il secondo si prepara, col terzo spara. Mi sono detto, se sposto quei tre tocchi vicino alla porta, diventa letale. Infatti…. Deve mantenere la fame, anche se ha già segnato due gol. Si può sbagliare, ma c’è modo e modo. A Lecce l’ha fatto con troppa leggerezza ma se insidia il record dei 36 di Higuain, non mi sorprende". 

Poi si affronta il tema Atalanta, la grande ex da ritrovare nel prossimo turno di campionato: "Fortissima, con il potere economico di una big. Come lo scorso anno, resta un punto di riferimento. Sapevo che se fossimo finiti davanti alla Dea, avremmo avuto buone chance di Champions, perché da 8 anni la Roma finiva sempre dietro all’Atalanta. I miei sentimenti? Da innamorato che rivede la ex. Ma ci siamo lasciati al momento giusto. Io rischiavo di appiattirmi, la Roma mi ha dato nuovi traguardi. Qui sono felice. E sarebbe ora di batterla visto che l'anno scorso un pareggio e una sconfitta..."