MONDIALE 2026

Per David l'ennesima bocciatura, Muharemovic promosso ma con qualche riserva

Il difensore del Sassuolo è imbattibile nel gioco aereo ma commette qualche errore disimpegno, il gioiellino Alajbegovic gioca troppo poco

di Enzo Palladini
12 Giu 2026 - 23:07
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 © Getty Images

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Se la Juventus vuole vendere David, dovrà aspettare un'occasione più propizia. L'esordio mondiale non ha spostato di un centesimo la sua potenziale valutazione. La sua prestazione è stata in linea con la stagione zoppicante, con gli stessi difetti (molti) e dei pregi tutti da immaginare. Se qualche club ha osservato con attenzione la partita, di sicuro non ha trovato motivi validi per tessere una trattativa. Su Muharemovic invece non c'era molto da scoprire, in una difesa ben organizzata è sempre una garanzia, anche se in questo esordio mondiale ha evidenziato qualche limite nel gioco con palla a terra, sul quale il suo prossimo allenatore (probabilmente Luciano Spalletti. 

La voglia di ammirare un Jonathan David diverso da quello visto in Serie A non ha trovato grande soddisfazione. L'attaccante si è visto per qualche recupero a centrocampo in fase di non possesso, ma quando il Canada attaccava, il difetto era lo stesso visto nella Juventus. Poca propensione a farsi vedere per ricevere un passaggio, tendenza a nascondersi in mezzo alla difesa avversaria. Qualcosa di già visto, qualcosa che settimana dopo settimana ha fatto imbestialire Spalletti. Di sicuro non ha fatto la felicità del CT canadese Jesse Marsch, che si aspettava da lui qualcosa in più anche a livello di personalità. 

Si è mangiato un gol, nel vero senso della parola, David. La palla deliziosa gli è capitata dopo 17 minuti di gioco, un cross basso che l'ha trovato liberissimo appena dentro l'area. Conclusione da amatore della domenica mattina, sinistro strozzato e facilmente parato. Per il resto, gli appunti parlano di un mezzo cross respinto nei primi minuti e di un'accelerazione che ha procurato un semplice calcio d'angolo, uno dei tanti tirati dal Canada. La sua partita è durata un'ora esatta, senza tracce rilevanti. 

E siccome il calcio è strano, mentre David vagava nell'area avversaria e dintorni, sulla sua destra faceva il semifenomeno quel Tajon Buchanan che nell'Inter di Simone Inzaghi ha vinto uno scudetto giocando pochissimo, un po' per colpa sua e un po' per gli infortuni. Proprio dalla sua parte sono arrivate le azioni migliori dei padroni di casa, con grandi difficoltà per una vecchia roccia come Sead Kolasinac dell'Atalanta, spesso saltato da Buchanan. 

Al centro della difesa bosniaca, Tarik Muharemovic ha sfruttato al massimo il suo strapotere fisico, sbrigando tantissimo lavoro sporco soprattutto nel gioco aereo. Tutti hanno ancora negli occhi la sua prestazione superlativa nella finale playoff contro l'Italia, ma sicuramente quella sera una discreta mano gliela abbiamo data noi. Dopo un lungo corteggiamento dell'Inter, ora sembra destinato alla Juventus. Ha le doti per giocarci, ma ha anche qualcosa da imparare. Al 32' del primo tempo, ad esempio, ha sbagliato nettamente un disimpegno regalando un'occasione agli avversari, sprecata malamente da Oluwaseyi, il compagno d'attacco un po' pasticcione di David. Però di testa la prende sempre, anche in area avversaria, come al 14' del secondo tempo quando la sua conclusione è andata alta di poco. Se David è stato bocciato, Muharemovic può dirsi promosso, sia pure con qualche piccola riserva. Anche perché sul gol di Larin si è fatto anticipare, non solo per colpa sua. Però si è rifatto alla fine del recupero, murando Larin che poteva segnare il gol della vittoria. 

C'era molta curiosità anche per vedere all'opera Kerim-Sam Alajbegovic, giovane talento di rientro al Bayer Leverkusen dopo il prestito al Salisburgo. Su di lui c'è il forte interesse della Roma ma in questi ultimi mesi l'hanno seguito anche Atalanta, Inter e Napoli. Il CT Barbarez l'ha tenuto in panchina per 73 minuti poi l'ha buttato dentro, schierandolo sulla fascia sinistra del centrocampo. In tempo per vedere da vicino il pari del Canada e per sacrificarsi, ma anche per mostrare un cambio di gioco che dà l'idea delle sue doti. 

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