Nations League, altro che torneo amichevole: piazzarsi bene può agevolare l'Italia verso Euro '28
La competizione europea non è soltanto un torneo composto da test di lusso. Un buon piazzamento può significare più agevolazioni in prospettiva per gli azzurri
Per qualcuno la Nations League è soltanto una competizione che occupa settimane (quest'anno addirittura tre), impiegabili per dare spazio al campionato. Per i tifosi della Nazionale è soltanto il meno attraente dei tornei internazionali. Ciascuno è libero di dare la propria valutazione. Ma l'importanza della manifestazione è maggiore di quanto si pensi. Anche e soprattutto in prospettiva.
Partiamo perciò dalla fine. Da un imperativo da appendere sui muri di Coverciano: la Nations League non va presa sottogamba. Ancora di più per una Nazionale alla disperata ricerca di certezze da cui ripartire. Oltre a permettere di misurarsi con selezioni di altissimo livello, il torneo garantisce più di un'agevolazione. E cominciamo dal filo che unisce la Lega delle Nazioni al prossimo Europeo, appuntamento a cui l'Italia non può, per nessun motivo al mondo, mancare.
Il rendimento in Nations League 26/27 avrà forti ripercussioni nelle qualificazioni per Regno Unito-Irlanda 2028, la cui formula prevede 12 gruppi. Le quattro vincitrici dei gironi di Lega A avranno la sicurezza di essere inserite in un raggruppamento da quattro squadre, visto che i quarti di finale di Nations e l'inizio delle qualificazioni europee coincideranno. A quest'ultime prenderanno parte anche le nazioni ospitanti: Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda. Due di loro potrebbero essere ripescate qualora non staccassero sul campo il pass per il 2028.
E la Nations League sarà una zattera di salvataggio anche per quelle nazionali che non si piazzeranno al primo posto o tra le migliori otto seconde dei gruppi di qualificazione all'Europeo. Un buon piazzamento nel torneo che inizierà tra poco permetterà di accedere ai playoff a marzo 2028, anche in caso di scarso rendimento ai gironi pre-Euro 2028. L'esempio più recente è la Svezia, che malgrado l'ultimo posto nel gruppo B con Svizzera, Kosovo e Slovenia, riuscì a volare ai Mondiali tramite la porta secondaria degli spareggi, ottenuti grazie alla regola appena citata.
Il torneo introdotto nel 2018 incide anche sul ranking. Ogni vittoria può significare qualche punto in più e, nel caso dell'Italia, ce n'è estremo bisogno. Nella graduatoria mondiale FIFA, gli azzurri occupano il 15esimo posto. Scalare posizioni potrebbe tradursi in sorteggi più benevoli per competizioni come Mondiali o Europei.
E infine, una citazione la merita anche il premio in denaro. Al contributo di partecipazione, basato sulla lega di appartenenza, si aggiunge un bonus in caso di piazzamento al primo posto del proprio raggruppamento, che per una Nazionale, come la nostra, in Lega A equivale a circa 4.5 milioni di euro. Chi raggiunge la fase finale ottiene anche un compenso in base al posizionamento. Vittoria di trofeo e girone insieme significa, infine, incassare dieci milioni e mezzo di parte fissa. Cifre da non disdegnare.