UN ANNO DA RICORDARE

Il 2021 della Nazionale: dal trionfo Europeo alla paura Mondiale

L'Italia di Mancini ha fatto vivere un'estate incredibile ai tifosi, ma non è tutto oro ciò che luccica

  • A
  • A
  • A

"Perché una squadra così non l'avevamo mai vista..." recitava un coro di moda negli stadi italiani nello scorso secolo. Ma un'Italia così a livello di Europeo, trionfante senza monetine, sicuramente in pochi potevano ricordarla. Il 2021 della Nazionale di Mancini è stato esaltante, un crescendo di emozioni e consapevolezza che ha ricompattato un'intera nazione fino all'esplosione sventolante di verde, bianco e rosso di una sera di luglio.

La conquista dell'Europeo a Wembley, per giunta contro l'Inghilterra con v, è stata l'apice di un percorso fatto di imbattibilità da record. Il punto più alto di un percorso, quello intrapreso dalla gestione Mancini dopo il fallimento di Ventura, da dove per forza di cose è iniziata una discesa tra Nations League e qualificazioni al Mondiale in Qatar. Un'inversione di tendenza solo allarmante per ora, con l'appuntamento da non fallire nel 2022. Ma riviviamo il fantastico 2021 della Nazionale.

IL CAMMINO FINO A WEMBLEY

La perfezione nel calcio non esiste, ma l'Italia di Mancini nella prima metà del 2021 l'ha praticamente sfiorata. Già da marzo nelle due partite di qualificazione al Mondiale contro Bulgaria e Lituania in trasferta, gli Azzurri hanno portato avanti una striscia di successi consecutivi senza subire gol (11 partite) durata fino agli ottavi di finale di Euro 2020 contro l'Austria.

Una macchina perfetta fatta di gol, palleggio e pressione ultraoffensiva come mai prima d'ora in Italia. Una svolta offensiva rispetto ai dogmi del nostro calcio che ha fatto parlare bene degli Azzurri ancora prima che l'Europeo iniziasse, e proprio dalla convinzione in se stessi è partita la base per costruire qualcosa di importante.

Rispetto di tutti, ma paura di nessuno. Con questo pensiero di potersela giocare con tutti a suon di vittorie, a cadere sotto i colpi dell'Italia dopo Bulgaria e Lituania è toccato a San Marino e Repubblica Ceca in amichevole (11 gol a zero in totale), prima di iniziare in maniera esaltante - dall'Olimpico di Roma - il nostro Europeo contro Turchia (3-0), Svizzera (3-0) e Galles (1-0).

EURO 2020: "IT'S COMING ROME"

Con l'entusiamo alle stelle per un girone di Euro 2020 chiuso a punteggio pieno e un gruppo squadra più unito che mai tra un "porca puttena" e un "Ma quale dieta, m piacn e polpett, M piac a cotolett", la Nazionale ha conquistato tutti. Giocando a calcio, palla a terra e palleggio contro tutto e tutti.

Anche contro l'Austria agli ottavi di finale, squadra ostica perché fisica e capace di distruggere le trame avversarie, ma superato solamente ai supplementari con i gol di Chiesa e Pessina dopo uno dei tanti "sliding doors" della competizione: il gol annullato ad Arnautovic per un fuorigioco di centimetri.

Il cammino verso Wembley ha poi incrociato il Belgio di Lukaku, numero uno del ranking da una vita ma ancora una volta eliminato precocemente da una grande competizione. Chiellini, in versione Superman per tutto l'Europeo, ha annullato l'ex interista e nel 2-1 finale le firme sono state di Barella e Insigne con due grandi conclusioni prima del rigore dello stesso Lukaku.

In semifinale la Spagna, l'avversario più complicato di tutti per il nuovo modo di giocare dell'Italia impostato da Mancini. E a Londra infatti la partita è stata dominata dalle Furie Rosse di Luis Enrique che però, dopo un'ora di possesso palla e occasioni da gol sventate da Donnarumma e Chiellini, non hanno fatto i conti con Chiesa per il destro sul secondo palo del vantaggio. Il pareggio di Morata a dieci minuti dalla fine dei regolamentari ha allungato l'agonia, ma dal dischetto la Nazionale è stata perfetta andando a prendersi la finale di Wembley contro i padroni di casa dell'Inghilterra.

Una partita già segnata per tutti. Impossibile non vedere vincere l'Inghilterra davanti al proprio pubblico in uno stadio iconico e sold out, in attesa di un successo dei Tre Leoni dal 1966. E invece i tre leoni sono stati altri: Bonucci, capace di pareggiare la partita nel secondo tempo dopo il vantaggio immediato di Shaw al 3'; Chiellini, autore della solita prestazione autorevole e del meme dell'estate fermando Saka per il collo; e Donnarumma con le sue parate decisive nella lotteria dei rigori su Sancho e sullo stesso Saka.

L'Italia è sul tetto d'Europa per la seconda volta, la prima senza la fortuna della monetina.

AZZURRI IMBATTIBILI

Il 2021 per l'Italia del calcio vuol dire anche record storico. La Nazionale infatti è rimasta imbattuta per 37 partite di fila, registrando la striscia di imbattibilità più lunga nella storia per una nazionale di calcio in partite ufficiali.

Iniziata subito dopo la sconfitta 0-1 in Portogallo in Nations League nel settembre 2018, è terminata appena dopo l'Europeo vinto con la sconfitta in Nations League.

MALEDIZIONE SAN SIRO

Il ko che ha messo fine alla serie da record della Nazionale è arrivato a San Siro, teatro dei sogni per i calciatori ma anche abbastanza maledetto per il destino azzurro negli ultimi tempi. Palcoscenico dello 0-0 contro la Svezia che nel 2018 ha escluso l'Italia dall'ultimo Mondiale, proprio nello stadio milanese è arrivata la prima sconfitta della selezione di Mancini dopo tre anni. Semifinale di Nations League contro la Spagna, sconfitta 1-2 per la doppietta di Ferran Torres con l'espulsione di Bonucci a condizionare l'andamento della gara.

Gli scricchiolamenti nell'idilliaco momento della Nazionale italiana però erano già stati avvertiti...

UNA PAURA MONDIALE

Se la prima parte del 2021 è stato un crescendo esponenziale fino al trionfo sotto l'arco di Wembley, i postumi della sbornia stanno rischiando di aver effetti collaterali ben più sgradevoli del semplice mal di testa. Si dice che più si vola in alto, più l'eventuale caduta sarebbe dolorosa e ai campioni d'Europa in carica sono rimaste solo due partite per non crollare clamorosamente.

Dopo l'Europeo, il pareggio interno contro la Bulgaria (1-1) e lo 0-0 in casa della Svizzera con rigore sbagliato da Jorginho hanno macchiato il cammino verso il Mondiale del 2022 dell'Italia, rimettendo gli elvetici in corsa. Macchia peggiorata con l'1-1 di Roma sempre contro la Svizzera con un altro rigore sbagliato da Jorginho, questa volta al novantesimo, è che è diventata indelebile con un altro pareggio, lo 0-0 in Irlanda del Nord che ha consegnato alla Svizzera di Yakin i biglietti aerei per Qatar 2022 e all'Italia tre mesi di consulenza con uno psicologo in vista del playoff per fare parte della spedizione mondiale.

La paura di non farcela c'è. Sulla strada ci sarà la Macedonia del Nord a Palermo e poi, eventualmente, una tra Portogallo e Turchia da superare in trasferta. Una paura mondiale, lo spauracchio lusitano là dove la testa torna subito a prima delle serie di vittorie da record. O noi o CR7 al Mondiale, questo è sicuro.

Leggi Anche

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 commenti