Malagò: "La sfida della Figc mi affascina. Stupito dal consenso della Lega di Serie A"
L'ex numero uno del Coni possibile candidato per la Federcalcio: "Mi sento credibile e affidabile. L'eliminazione dai Mondiali? Incredibile e dolorosa"
"Si tratta di una sfida che mi affascina, però al tempo stesso sono realista e mi rendo conto che ci sono delle situazioni che possono creare delle complicazioni al mio modello di vita e quindi devo fare delle riflessioni". L'apertura di Giovanni Malagò alla candidatura per la presidenza della Figc arriva nell'intervista al podcast Sette Vite di Hoara Borselli.
L'ex numero uno del Coni però chiarisce che l'iniziativa non è partita da lui: "Io non mi sono candidato nel modo più assoluto. Chi rappresenta la Lega di Serie A ha chiesto la mia disponibilità: li ho ringraziati e poi gli ho detto 'quando ci saranno i passi formali', a quel punto comincerò a fare dei ragionamenti. Dopo che una componente ti indica, bisogna parlare con le altre componenti per capire cosa ne pensano".
Intanto Malagò ha ottenuto l'endorsement della Lega di Serie A quasi nella sua interezza: "Certo che è impressionante che un mondo famoso per la sua complessità, litigiosità e forte esuberanza di alcune personalità, in 6 giorni sia arrivato a indicare un soggetto terzo con 19 società su 20. Si tratta di un unicum: per anni e decenni, si è faticato ad arrivare alla maggioranza semplice su tanti temi. Se hai una dinamica significativa di consenso, non è detto che tutto si risolva, ma è più facile trovare risposte positive alle problematiche che ci sono sul tavolo. Altrimenti ti ritrovi a combattere anche contro altre persone e diventa tutto più complicato".
Perché hanno pensato all'ex Coni? La risposta in prima persona: "Penso di essere una persona credibile e affidabile. Questo me lo riconoscono anche le persone che non mi amano particolarmente".
Si ripartirà dalla terza mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali: "Parliamo di qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso, per motivi che non serve nemmeno spiegare. Sono andato a vedere Italia-Irlanda del Nord a Bergamo: non avevo alcun ruolo istituzionale, ma da cittadino e appassionato mi sembrava giusto esserci. Sono rimasto incollato alla partita con grande partecipazione emotiva, questo dice tutto".