RIVOLUZIONE FIGC

Dopo il ribaltone azzurro partono i piani alternativi: da Ranieri a Chiellini e Bergomi al ritorno di Oriali

La chiusura definitiva dell'ipotesi Pirlo ha portato all'addio dei nuovi dirigenti azzurri. Ora c'è da rifare l'Italia

28 Lug 2026 - 08:26
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Ore frenetiche e telefoni bollenti in casa azzurri. Dopo la fumata nera per Andrea Pirlo e il clamoroso doppio addio di Paolo Maldini e Leonardo, il futuro della nazionale italiana è un cantiere aperto, ma la mappa per la ricostruzione inizia finalmente a delinearsi. Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, è al lavoro per ridisegnare da cima a fondo l'organigramma e riportare serenità e solidità all'ambiente.

In cima alla lista per la panchina c’è un nome che sa di certezza: Roberto Mancini. L'ex ct, campione d'Europa nel 2021, è al momento il favorito assoluto per riprendere in mano le redini del gruppo azzurro. Tra Mancini e Malagò c’è infatti un patto di ferro, un impegno verbale preso da tempo e congelato soltanto dall'intermezzo della gestione Maldini-Leonardo.

In caso di "Mancini-bis", non si tratterebbe di un uomo solo al comando: insieme al tecnico marchigiano è pronto a fare il suo ritorno nello staff anche Lele Oriali, figura fondamentale nello spogliatoio e prontissimo a rivestire il ruolo di team manager della nazionale.

Se per la panchina Mancini resta in netto vantaggio, la vera partita si gioca sul tassello del Direttore Tecnico. Sulla scrivania di Malagò ci sono tre profili d'alto livello, ciascuno con caratteristiche ben precise: Claudio Ranieri è una candidatura che sta prendendo sempre più quota. Già accostato agli azzurri nelle primissime fasi della gestione Malagò, Don Claudio rappresenta il profilo d'esperienza, equilibrio e carisma ideale per gestire un momento così delicato.

Poi ci sono le ipotesi Giorgio Chiellini e Beppe Bergomi. Due leggende del nostro calcio a cui era già stata chiesta la disponibilità prima dell'arrivo di Maldini. I loro nomi restano caldissimi: gioventù, leadership ed esperienza internazionale al servizio della maglia azzurra. Le prossime ore saranno decisive per chiudere il cerchio e dare il via al nuovo corso della nazionale. Malagò vuole stringere i tempi: la ricostruzione dell'Italia non può più attendere.