Dall'AlbinoLeffe all'Italia, il ds Obbedio: "Vi racconto Doumbia e Zoma, ragazzi seri per Mancini"
I classe 2003 convocati in nazionale sbocciarono a Zanica: "Cervello ed etica del lavoro davanti a tutto. Momo diventato attaccante da noi, Issa ora vede la porta"
di Paolo BorellaTra i convocati di Roberto Mancini ci sono anche storie partite da molto lontano. O meglio, dalla provincia del calcio. Issa Doumbia e Momo Zoma, in meno di 3 anni dall'AlbinoLeffe alla nazionale. Quante probabilità c'erano? Forse non molte all'epoca del loro esordio, quando il club bergamasco puntò su due diciottenni che tanto avevano fatto bene, ma solo nel settore giovanile. Sempre insieme, allora entrambi attaccanti e con lunghe creste per imitare l'idolo Balotelli.
La stagione 2022/23 segna un prima e un dopo nel loro percorso. La salvezza in Serie C arriva con una vittoria nel playout di Mantova matchiata dal loro timbro: assist di Zoma, gol di Doumbia.
Una combinazione che si rivedrà spesso, a ruoli invertiti, a partire dalla stagione successiva e chissà se potranno riproporla anche con la maglia di un azzurro un po' più scuro: "Parliamo di due ragazzi seri, con qualità tecniche e fisiche importanti, ma anche tanto cervello ed etica del lavoro", racconta in esclusiva a SportMediaset il direttore sportivo dell'AlbinoLeffe, Antonio Obbedio.
"Le loro capacità cognitive gli hanno permesso di maturare in fretta, aiutati prima dal nostro staff e poi dalla loro famiglia e dagli agenti. Vederli in nazionale è una grande soddisfazione per tutti noi, a partire dal presidente Gianfranco Andreoletti. Parliamo di un lavoro di 25 anni, che raccoglie ancora frutti dopo i vari Valoti e Belotti", puntalizza il ds.
Antonio Obbedio, direttore sportivo dell'AlbinoLeffe
Tre anni fa il cambio di marcia per i due azzurri, con l'arrivo di mister Giovanni Lopez: "Riportò Zoma in attacco, prima aveva esordito come esterno di centrocampo, da quinto. Poi permise a Doumbia di esprimere tutto il suo potenziale dal punto di vista tattico. Noi li abbiamo solamente accompagnati nel loro percorso, poi loro sono andati oltre con la carriera. Zoma sa fare tutti i ruoli dell'attacco: punta, trequartista, esterno. Doumbia è diventato una mezzala moderna, box to box, a cui mancava l'aspetto realizzativo e che invece ora arriva anche a concludere e sa fare gol".
Obbedio però sottolinea soprattutto l'aspetto umano dei due ragazzi, nati in Italia da genitori ivoriani nel caso di Doumbia e da madre ivoriana e padre del Burkina Faso per quanto riguarda Zoma. "Non si sono dimenticati di noi e anche di recente sono venuti a trovarci, per salutare gli ex compagni e i ragazzi delle giovanili. Hanno regalato le loro maglie al presidente: Issa del Venezia, Momo del Norimberga".
Il centrocampista in estate è passato allo Sporting Lisbona dopo la promozione in Serie A con la squadra di Stroppa, mentre l'attaccante arriva da 5 gol in 5 gare nella Serie B tedesca seguendo le indicazioni di Miroslav Klose. Non una novità per chi all'esordio nei professionisti segnò una doppietta da subentrato contro il Lecco, ribaltando il risultato e portando la sua squadra a una vittoria insperata.
Tra i convocati di Mancini c'è anche Massimo Pessina, portiere classe 2007 del Bologna, cresciuto nell'AlbinoLeffe fino all'età di 14 anni: "Tutto vero e tre calciatori passati di qua arrivati in nazionale sono davvero tanti", ammette Obbedio, "posso dire che il nostro ambiente aiuta tanto. Siamo bravi a proteggere i giovani e a non bruciarli. Sappiamo che in Italia ci sono tante pressioni e cerchiamo di evitarle. Circondiamo i ragazzi di calciatori più esperti per permettergli di crescere passo dopo passo, ci interessa il loro percorso. Nel campo, ma anche nella vita".
Tanto che i blucelesti hanno già rilanciato con una nuova generazione di talenti: "Nella passata stagione hanno esordito due classe 2009 come Trapletti e Simonelli, mentre domenica è entrato in un momento delicato il terzino Colombi, 17 anni, così come in attacco ha giocato i suoi primi minuti Gamba, nato nel 2007". Situazioni forse rare per il calcio italiano, meno per questa isola felice che da Zanica potrebbe impartire qualche lezione a tanti altri club.
Eppure, nel momento di massima riconoscibilità per l'arrivo di Doumbia e Zoma a Coverciano, il direttore sportivo Obbedio sceglie il profilo basso: "Cosa direi ai miei ragazzi nello spogliatoio prima di esordire con la nazionale? Niente. Prima delle partite non si dice niente. Poi l'ho spiegato: sono grandi e responsabili abbastanza per poter fare bene, non hanno bisogno di consigli".