NAZIONALE

Dal fallimento alla difficile ricostruzione: c'è poco da cui ripartire

La riforma del nostro calcio non è più rinviabile: Palestra, Pio Esposito e il gruppo Under 21 per provare a rilanciarci

01 Apr 2026 - 08:59
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Se Rino Gattuso ha provato a riportare in Nazionale Marco Verratti, 35 anni da compiere a novembre e un presente esotico e lontano dalle luci della ribalta, che ci sia un grande problema di cambio generazionale è del tutto evidente. E in effetti, all'indomani dell'ennesimo fallimento azzurro, il gruppo da cui ripartire è ristretto e senza grandi novità all'orizzonte. 

Come ammesso nel post partita da Leonardo Spinazzola, tra l'altro unico azzurro a presentarsi ai microfoni, per molti Bosnia-Italia è stato l'ultimo ballo in Nazionale. E d'altronde, almeno la carta di identità, non mente: se la volontà è quella di programmare, non faranno più parte del gruppo di Gattuso Spinazzola (33 anni), Politano (32) e Cristante (31). Per alcuni degli altri bisogna capire in che modo decideranno di comportarsi Federazione e ct. Se l'obiettivo sarà a breve termine, vale a dire i prossimi Europei, è possibile che continuino a rimanere "convocabili" in molti. Se, al contrario, si deciderà finalmente di lavorare per le prossime qualificazioni Mondiali, è evidente che tanti saranno a rischio. 

Mancini, ad esempio, compirà 30 anni ad aprile e potrebbe non essere nella rosa di quelli che inseguiranno i Mondiali 2030. Lo stesso dicasi per Barella (29 anni), Locatelli (28) e Dimarco (29 a novembre). E ragionamenti andranno fatti anche su quanti, tra quattro anni, saranno oltre i 30 anni. 

Il problema più grande, però, non è quello che c'è ora e non ci sarà forse nel futuro prossimo, quanto quello di individuare giocatori su cui costruirselo il futuro. Alle spalle dei nazionali di oggi c'è infatti davvero pochissimo, questione che, evidentemente, dovrà portare a una riforma seria del nostro pallone. L'Italia di domani ripartirà certamente da Palestra e Pio Esposito, giovani e già pronti, ma anche da Vergara e Pisilli, già discreti protagonisti in Napoli e Roma. Un bacino interessante potrebbe essere l'Under 21: Koleosho, Lipani, Ndur, ma anche Ahanor e Comuzzo sembrano pronti per il salto nella Nazionale maggiore. Fagioli, trascurato da Gattuso, è un regista di discreto affidamento. Bartesaghi un ottimo esterno reduce da una buonissima stagione nel Milan. Poi ci sarebbero Rovella (25 anni a dicembre) e Bernasconi (23 anni a novembre) e verrà fuori magari qualche altro giocatore. 

Non ci sono né un Messi né un Pirlo né tantomeno un Totti o un Del Piero, ma questo è tutt'altro discorso. La difesa è solo in teoria coperta, perché manca come il pane un centrale di personalità e regia. L'attacco, oggi, è il male minore, anche perché su Kean e Retegui si potrà contare ancora per qualche anno. Certamente, però, questa volta bisognerà davvero lavorare per il futuro. Perché l'Italia senza Mondiali per tre edizioni consecutive è una vergogna cui non si può rimanere nuovamente indifferenti.

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