Duecentosessantasei giorni dopo Christian Pulisic lo ha fatto bello davvero, con uno stop da mostrare ai ragazzini e un tocco di precisione per aprire le danze contro il Lecce. Dire che mancava come il pane, oggi, è certamente superfluo, come in fondo potrebbe sembrare ingeneroso chiedersi per quale motivo Ruben Amorim lo abbia tenuto in naftalina fino a ieri. Doveva recuperare da una serie di infortuni, è vero, ma come si poteva rinunciare a un giocatore così? Fatto sta che lo statunitense è diventato l'aggiustatore per eccellenza, l'uomo necessario per legare i reparti e fare un po' di compagnia a Gonçalo Ramos negli ultimi trenta metri e per questo, ma non solo, il vero imprescindibile del nuovo Milan. Si era già visto negli sprazzi giocati nelle ultime partite, è stato del tutto evidente contro il Lecce.
Pulisic ha portato quello che ha. Il che, tradotto, significa qualità tecnica ed esperienza, personalità e dribbling, velocità e intelligenza tattica. Fin che regge, perché anche lui nel corso di una stagione ha le sue pause, quel posto alle spalle del centravanti dev'essere suo. Su quasi tutto il resto si può discutere. Gol a parte, ma chiariamo, gol che fanno in pochi, è entrato in tutte le azioni più pericolose del Milan, compreso il 2-0 di Rabiot, veicolato finalmente tra tre giocatori che il pallone lo sanno toccare. Da Pulisic appunto, a Rabiot, a Gonçalo Ramos, ancora a Rabiot. Sulla qualità non si tratta, e pazienza se Modric non corre come Musah o se devi snaturare la difesa a tre per coprire Chukwueze con Gila. In questo, in effetti, Amorim merita applausi: ha sbagliato, parecchio, nelle prime giornate ma ha saputo cambiare per adattarsi ai giocatori che ha invece che chiedere ai giocatori movimenti che non sono nelle loro corde.
Il Milan che ha battuto il Lecce non è una squadra da scudetto e dovrà comunque lottare parecchio per entrare nelle prime quattro, ma almeno ha un senso logico. Ha equilibrio e imprevedibilità. Ha 65 minuti buoni nelle gambe. Per gli ultimi, quando è tempo di rotazioni, purtroppo la coperta è cortissima. Ma si sapeva dal giorno dopo della fine di un mercato incompleto. In tre settimane di pausa, assenti per gli impegni con le nazionali a parte, Amorim avrà il tempo che serve per aggiustare l'aggiustabile. Ieri ci ha pensato Pulisic, duecentosessantasei giorni dopo. Ora dovrà essere il portoghese a dare seguito e continuità a questa strada imboccata un po' per caso e molto per necessità.
LE STATISTICHE
- Dopo l’assist contro la Lazio, Christian Pulisic ha preso parte ad un gol per due presenze consecutive di Serie A per la prima volta da novembre-dicembre 2025 (tre reti in due partite contro Inter e Torino).
- Christian Pulisic è tornato al gol 266 giorni dopo l'ultima volta in Serie A, ovvero dal 28 dicembre 2025 contro l'Hellas Verona; da allora, lo statunitense ha calciato ben 39 volte senza trovare la via della rete in campionato, andando a segno con la conclusione numero 40.