Allegri si gode il centravanti che mancava e aspetta la Roma di... Malen
di Alessandro FranchettiNiclas Fullkrug ha un viso simpatico, un sorriso sgangherato per via di un dente perso in un incidente da bambino e, adesso, un gollettino da tre punti, direbbe il grandissimo Rino Tommasi, sul suo personalissimo cartellino. Benedetto centravanti e benedetto, ha spiegato lui stesso a fine partita, l'assist di Saelemaekers perché "ogni attaccante sogna cross così". Già, ogni attaccante, anche se poi quella capacità di riempire l'area, nel Milan, ce l'ha solo lui. Fullkrug ricorda un po' Giroud e la questione non è sfuggita ai tifosi rossoneri: sa fare reparto da solo, sa lottare e aprire spazi per i compagni, sa far salire la squadra, sa fornire assist (per informazioni chiedere a Pulisic), sa farsi valere nel gioco aereo. E soprattutto ha saputo completare un reparto che lui stesso ha definito "composto da giocatori con caratteristiche molto diverse" cui mancava proprio un attaccante "tradizionale" come lui. Benedetto centravanti, appunto.
La sfida con Malen - In questo senso è curioso che la sua consacrazione, se così si può chiamare, sia arrivata come immediata risposta al gol romanista di Malen, prossimo avversario dei rossoneri in una partita chiave nella corsa alla Champions e allo scudetto. Donyell è tutt'altra cosa rispetto a Fullkrug, un attaccante più moderno, più mobile, un Inzaghi più tecnico che sa trovare spazio in mezzo all'area e aggredire la profondità. Ma era, come Fullkrug per il Milan, quello che mancava alla Roma di Gasperini. Un punto di riferimento offensivo in grado di aiutare (e migliorare) il gioco della squadra. La gara dell'Olimpico è un crocevia per entrambi, inutile nasconderlo. Il Milan non può perdere terreno nei confronti dell'Inter, impegnata in Champions ma attesa da un impegno leggero contro il Pisa, e la Roma deve rimanere a contatto del Napoli e tenere a distanza la Juve. Sinteticamente, dentro un obiettivo comune - la vittoria, va da sé - è l'ennesima puntata della telenovela "giochisti contro risultatisti". La distanza è ampia però in ogni senso.
Gli scontri diretti - Al netto di chi giochi meglio e perché, ci sono numeri che sono incontrovertibili. Nelle sfide contro le prime dieci della classifica, dall'Inter all'Udinese, il Milan ha messo a referto uno score di 23 punti sui 27 disponibili frutto di sette vittorie e due pareggi (entrambi esterni contro Juve e Atalanta). La Roma, al contrario, ha battuto Bologna, Lazio, Udinese e Como, ma ha perso contro Inter, Milan, Napoli, Juventus e Atalanta, vale a dire tutte le big del campionato. Insomma, il risultatista Allegri ha fatto, appunto, risultati. Il giochista Gasperini non sbaglia le partite più morbide ma cede sempre negli scontri diretti.
Dalla Champions al calendario - La trasferta dell'Olimpico inaugura un periodo delicato per il Milan che culminerà con il derby di inizio marzo contro l'Inter. Avrebbe dovuto essere un momento favorevole per i rossoneri, visto che le dirette avversarie per Champions e scudetto sono di nuovo impegnate in Europa, ma il calendario racconta forse una storia diversa. Allegri se la vedrà con Roma, Bologna e Como (anche se la data non è ancora stata decisa) prima dell'Inter. I nerazzurri, attesi da due sfide importantissime contro Arsenal e Borussia Dortmund, in campionato possono decisamente respirare. Pisa e Cremonese tra i Gunners e il Dortmund, poi Torino e Sassuolo prima del big match di metà febbraio contro la Juve. L'8 marzo, quando è in calendario Milan-Inter, capiremo se sarà ancora una sfida scudetto o se parte dei giochi saranno già stati fatti.