VERSO MILAN-JUVENTUS

Milan, Allegri: "Con la Juve partita importante: sia noi che loro ci giochiamo un posto nelle prime quattro"

Il tecnico rossonero alla vigilia del match contro i bianconeri: "Spalletti gli ha dato qualcosa in più e stanno facendo un ottimo campionato"

25 Apr 2026 - 13:15
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Prove di realismo in vista di Milan-Juventus. Massimiliano Allegri non si nasconde e chiarisce immediatamente il peso della sfida contro i bianconeri: "Che partita mi aspetto? Il calcio è imprevedibile - dice il tecnico rossonero -. Magari viene fuori un gol subito e la partita si stappa da sola. È sempre Milan-Juventus, una delle partite più importanti del campionato, in un momento in cui sia noi che loro ci giochiamo un posto tra le prime quattro. L'arrivo di Spalletti gli ha dato un qualcosa in più e stanno facendo un ottimo campionato. Ci mancano sette punti che sono due vittorie e un pareggio: domani arriva la Juventus e dobbiamo fare un altro passettino".

Una gara importante, insomma, ma, spiega Allegri, non una gara snodo: "Non è una partita snodo, per la matematica servono 7 punti o meno, lo vedremo cammin facendo. È una partita bella, da vincere. Ma la partita più importante di questo fine campionato è stata quella di domenica scorsa a Verona. Per quanto riguarda le parole di Gabbia, al Milan bisogna lavorare per il massimo traguardo, con la massima ambizione. Dobbiamo lavorare tutti i giorni per migliorare, l'anno prossimo partiremo da una buona base. Con la società c'è sempre confronto aperto, scambio di idee, una base solida ce l'abbiamo. La rosa è formata da ottimi giocatori sotto l'aspetto tecnico e morale, da lì dobbiamo ripartire".

Una vittoria contro la Juve sarebbe però importante anche per continuare a rincorrere il secondo posto. Anche se, ha detto Conte,  "i secondi sono i primi perdenti..."
"Non commento le parole di Antonio, sta facendo un ottimo lavoro anche quest'anno. Vincere è una cosa straordinaria. Per una società di calcio in questo momento in Italia è fondamentale essere nelle prime 4. A livello tecnico, sportivo e a livello economico è molto importante. Poi vedremo se a fine anno saremo arrivati secondi, terzi, quarti... Speriamo non quinti. Finché non c'è la matematica bisogna rimanere con i piedi per terra. C'è la Juventus, il Sassuolo, che è una trasferta storicamente storica, l'Atalanta in casa, il Genoa e poi il Cagliari. I punti vanno conquistati sul campo. Domani c'è la Juve, bisogna fare un passettino alla volta".

Ma cosa manca al Milan per poter vincere lo scudetto l'anno prossimo?
"Parlare ora di mercato non serve a niente. In questi momenti sei preso dal finale di stagione e dagli obiettivi... Matematicamente non possiamo raggiungerlo domani, ma una volta raggiunto saremo tutti più lucidi per valutare le cose. Quando ti metti a tavola in questo momento per un confronto sei anche un po', non destabilizzato, ma vedi le cose in maniera meno chiara perché sei preso dal momento della stagione".

E il momento, oggi, è la sfida contro i bianconeri: "La Juventus sta facendo molto bene sotto l'aspetto del gioco e della solidità, credo non prenda gol da tre partite. Speriamo lo prenda domani. Ora non bisogna più pensare agli attaccanti o ai difensori o ai centrocampisti. Bisogna pensare solo al risultato finale, il resto non conta niente. Arrivare secondi? Io so solo una cosa e dobbiamo rimanere assolutamente concentrati: dobbiamo entrare nelle prime quattro. Poi faremo il massimo per arrivare secondi, se non ci riusciremo vorrà dire che qualcuno sarà stato più bravo di noi. Ma non dobbiamo focalizzarci sull'evento singolo. L'importante è raggiungere il risultato, anche all'ultima partita, bisogna essere concentrati solo su questo".

Resta da capire, visti i risultati alterni dell'ultimo periodo, anche che Milan sarà: "Io credo che la mia squadra non si sia mai spenta. Abbiamo fatto 24 partite senza perdere, poi nel girone di ritorno ne abbiamo perse 4, che è la cosa che fa vedere le cose in modo diverso. Ma il risultato è dato dalla somma dei punti, poi se li fai prima o dopo cambia un po' come si vedono le cose. I punti fatti dal Milan sono 66. Ma poi è normale che se su 14 partite ne perdi 4 devi fare delle riflessioni. Nel calcio ci sono momenti in cui magari all'andata di quelle 4 partite ne pareggiavi 2, ora ne perdi 4. Poi se vai a vedere la classifica siamo tre punti davanti alla Juventus, ma non so cosa succederà domani sera, e tre punti dietro al Napoli".

Servono altri giocatori come Rabiot e Modric?
"I giocatori non sono come le macchine, che arrivano e vanno. Ci sono giocatori di grande esperienza a cui la maglia del Milan non pesa. Poi ci sono situazioni, come Jashari: la società ha fatto un grande investimento per un giocatore di ottimo valore. Ha avuto l'infortunio, è rientrato, ha avuto meno spazio... Ma non è che sia diventato scarso. Ha trovato difficoltà, ha grandi potenzialità: sarà un giocatore importante per il Milan del futuro, così come De Winter e Athekame che sono cresciuti molto. La società ha mixato giocatori di esperienza con giocatori da far crescere. Poi tutto si può migliorare".

E Yildiz? "Ha qualità importanti. Non è che io ho lanciato... In quel momento lì la Juve ha lavorato bene dall'attività di base alla seconda squadra, dove sono stati portati in prima squadra giocatori di valore. Tutto sta nel lavoro di chi sta al di sotto della prima squadra. Penso che Yildiz possa comunque fare ancora molto meglio".