Il futuro in due partite. Quella fondamentale contro la Samp in Coppa Italia, porta d'accesso forse decisiva per l'Europa. E quella di Frosinone, passaggio chiave dell'attesa inversione di rotta in campionato. Sinisa Mihajlovic e il Milan è un film già prossimo ai titoli di coda. Perché l'amore non è forse mai sbocciato e perché, soprattutto, il tecnico non è mai riuscito a conquistare davvero Silvio Berlusconi, proprietario e tifoso numero uno del club. Un film fatto di battute sbagliate, di uscite azzardate, di fotogrammi sfocati. Diciamo le cose come stanno: il tecnico non gradisce ingerenze nel suo lavoro e non perde l'occasione per sottolinearlo. E Silvio Berlusconi non gradisce, invece, l'atteggiamento di Mihajlovic.
Fatto sta che la posizione di Miha è tutt'altro che salda e che, al di là delle dichiarazioni di facciata, qualche sondaggio con eventuali sostituti, Brocchi e Prandelli per essere più chiari, in casa Milan è stato fatto. Facile, quindi, capire che, in caso di risultati nuovamente negativi, la sosta natalizia potrebbe essere considerata l'ideale per un cambio in panchina.
Ma rapporto mai decollato, dicevamo. Fin dal primo giorno Mihajlovic ha tenuto a più riprese a ribadire che sotto il profilo strettamente tecnico nessuno, dal presidente in giù, deve mettere becco. Concetto ribadito anche nella conferenza stampa pre-Verona - "Il presidente ha fatto un’analisi tecnica, ma sempre col permesso dell’allenatore: ognuno ha la massima responsabilità del ruolo che ha", ha detto il serbo - e sottolineato a più riprese anche con battute, come quella dello spogliatoio sbagliato, che non sarebbero piaciute a Berlusconi.
Il presidente, dal canto suo, non ha nascosto la delusione per i risultati ottenuti da Mihajlovic e per il gioco tutt'altro che spettacolare del suo Milan. Tra i capi d'imputazione ci sarebbe, però, anche il rapporto non esaltante di Mihajlovic con la stampa e, si sussurra, con qualche dirigente. Un conto, comincia forse a pensare qualcuno, è un carattere forte e deciso. Un altro passare dalla sicurezza nei propri mezzi all'arroganza. Specie quando questo atteggiamento non è poi supportato da risultati egualmente incoraggianti.
Il rapporto è insomma ai minimi termini. Che lo strappo possa ricucirsi o allargarsi ulteriormente lo scopriremo presto. Samp e Frosinone, nessun'altra possibilità.