MERCATO E NON SOLO

Galliani a Tiki Taka: "Ho corteggiato Conte e avrei preso Icardi. Ibra? Sarebbe bello"

L'ex ad del Diavolo ospite dello studio di Tiki Taka: “Non è giusto che gli ex direttori sportivi rossoneri sputino nel piatto dove hanno mangiato”

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“In passato ho corteggiato a lungo Conte ma non sono riuscito a prenderlo”, “Fossi rimasto al Milan avrei cercato di prendere Icardi perché penso sia un attaccante straordinario”. Adriano Galliani è un fiume in piena nello studio di Tiki Taka, il talk show sportivo condotto da Pierluigi Pardo in onda la domenica sera su Canale 5, e l’ex A.D. dei rossoneri parla anche del mercato del suo Monza: “Io ho sempre cercato Antonio (Cassano, ndr). A volte lui non mi ha risposto, ma l’ho sempre voluto”.

Tornando al Milan e al possibile ritorno di Ibrahimovic, Galliani dichiara: “Non lo so, in questo momento non gestisco il Milan e non posso rispondere. Ho un bellissimo ricordo di Ibrahimovic, se sta bene è ancora un fenomeno”. 

Milan-Napoli: “Ovviamente ho visto la partita perché il mio cuore è rimasto rossonero. Dopo ho visto l’Inter contro il Torino insieme ad Allegri davanti a una pizza. E devo dire che i nerazzurri stanno giocando benissimo”.

Poi il discorso si sposta sulla sostituzione di Ronaldo con la Juventus e Galliani ricorda: “Sostituire Ronaldo mi ricorda un po’ quando Sacchi teneva fuori Van Basten che era il Ronaldo dell’epoca. Come ha reagito Van Basten? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”.

E in tema di ricordi ecco un gustoso aneddoto sulla finale di Champions del 2007: “Mi ricordo l’allenamento prima della finale di Atene dove Inzaghi non aveva preso una palla. Così dissi ad Ancelotti che avrei fatto giocare Gilardino e lui mi rispose: ‘Ma magari Pippo domani fa due gol’”.

Sul VAR: “Dopo il gol di Muntari non dato sono assolutamente favorevole. Dopo quell’episodio sono diventato un fan di qualsiasi tipo di tecnologia legata al calcio. Certamente il VAR va migliorato ma era peggio prima quando non c’era la tecnologia: adesso hai più certezze e meno sospetti. Si può modificare ma non si può tornare indietro. Sono molto contento che ci sarà il VAR anche in Serie B l’anno prossimo. La gente è più tranquilla adesso”.

Tornando sull’Inter (che "è rimasta l’unica squadra che può contendersi il titolo con i bianconeri”) Galliani racconta che in passato ha cercato di prendere Conte: “Sì ci ho provato, l’ho corteggiato a lungo ma non ce l’ho fatta a prenderlo”. Sarri? “Nel calcio ci sono tante cose che si dicono e non si dicono. Sono stato vicino a Sarri come a tanti giocatori. Se fossi rimasto al Milan avrei cercato di prendere Icardi perché penso che sia un attaccante straordinario”

Restando in tema di allenatori, un commento su Ancelotti: “Carlo è una persona fantastica. Le sue doti migliori sono quelle di saper sdrammatizzare e farsi scivolare tutto. Mi ricordo che quando Berlusconi voleva giocare con le 2 punte, Ancelotti mi disse ‘dobbiamo dire al presidente che Kakà è una seconda punta’”.

E su Giampaolo cercato dal suo Milan: “Nel 2016 io volevo Giampaolo, mentre i cinesi volevano Montella e l’hanno spuntata loro. Io stimo Montella ma mi è sempre piaciuto Giampaolo perché fa giocare bene le sue squadre. Però con Montella abbiamo vinto il nostro ultimo trofeo e va bene così. Non conta che Giampaolo non avesse allenato grandi squadre, ricordo che quando incontravo Allegri a Cagliari gli dicevo sempre che aveva il phisique du role per poter allenare il Milan”.

Sull’attuale società del Milan dichiara: “Non è giusto che io parli del Milan che è una società gestita da un presidente che è mio amico, da Gazidis che conosco dai tempi dell’Arsenal e da due ex monumenti e amici come Maldini e Boban. Spero che il Milan si riprenda ma non è giusto che ex direttori sportivi del Milan sputino nel piatto dove hanno mangiato”.

Infine i ricordi e sull’emozione più bella vissuta al Milan, Galliani dichiara: “È come l’amore, il primo non si scorda mai. E la prima Coppa dei Campioni vinta non si scorda mai. Milan-Steaua Bucarest a Barcellona con tutto lo stadio rossonero perché i tifosi rumeni non potevano uscire dalla Romania. Mi ricordo la gente impazzita. Mentre andavamo allo stadio c’erano migliaia di tifosi in strada e Sacchi disse ‘Se non vinciamo chi glielo dice a tutta questa gente?’”.

La dinastia dei Maldini?: “Ci sono altre dinastie nel calcio ma papà e figlio che alzano la Champions da capitani non è mai successo in Europa. Cesare la alza nel 1963 a Wembley e Paolo nel 2003 a Manchester. Speriamo che Daniel possa fare la stessa cosa”.

In chiusura il presente, he si chiama Monza e punta molto in alto: “Io sono nato e cresciuto al Monza, mia mamma mi portava a vedere il Monza a 5 anni. Quando ho iniziato a lavorare con Berlusconi gli dissi che potevo lavorare tutti i giorni ma dovevo avere la possibilità di andare a vedere il Monza in casa e in trasferta. Non è un passo indietro, il Monza è la mia vita. Può giocare in Serie C o in B ma è casa mia. Sono un po’ come Ulisse che torna a Itaca. Io non sarei mai andato via dal Milan ma il Monza è la mia squadra. Io sono partito dal Monza, poi ho fatto 31 anni di prestito al Milan e sono tornato al Monza che è la mia vita”. “Facciamo solo progetti annuali e quello di quest’anno è quello di andare in Serie B. Brocchi sta facendo molto bene, la squadra sta giocando molto bene, abbiamo un discreto vantaggio e speriamo di mantenerlo fino alla fine” aggiunge.

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