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Sarri, parabola bianconera: da profeta del bel gioco all'esonero dopo un anno

Il tecnico aveva il pieno appoggio dello spogliatoio, ma qualcosa è andato storto e la scintilla non è mai scattata

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Game over. L'avventura di Maurizio Sarri sulla panchina della Juve è durata solo una stagione e ora è tempo di analizzare l'esonero ripercorrendo la sua esperienza in bianconero. Un anno fatto di alti e bassi, segnato da grandi attese e anche da cocenti delusioni. Arrivato a Torino come "profeta del bel gioco" per dare la svolta e puntare alla Champions, Sarri ha trovato uno spogliatoio subito pronto ad assecondare il suo credo calcistico, ma ha dovuto fare anche i conti con un ambiente abituato a vincere e a badare più alla sostanza che alla forma.

Getty Images

"Le differenze tra Sarri e Allegri? Ognuno ha i propri modi di arrivare al massimo: Allegri l'ha fatto con 5 scudetti di fila e due finali di Champions, nulla si può dire - dichiarava Bonucci a inizio stagione -. Ora c'è un altro modo di concepire il calcio e ci stiamo divertendo tanto con le idee di Sarri. Ci danno molto a livello di sicurezza e consapevolezza: ci auguriamo di vincere altrettanto. Con Sarri ci sentiamo più forti per la Champions". Parole sostanzialmente condivise anche da Pjanic, Dybala e Ronaldo: "Stiamo crescendo e migliorando tanto", aveva spiegato il bosniaco subito al centro della filosofia sarriana in avvio di stagione. "Con Sarri siamo più offensivi", aveva dichiarato la Joya bianconera confermando le sensazioni dei compagni. Più o meno quello che pensava anche CR7: "Il nuovo sistema di gioco mi piace molto. Mi piace come Sarri vuole che la squadra giochi".

Dichiarazioni che dopo meno di un anno suonano decisamente stonate visto com'è finita l'avventura del tecnico a Torino. Al netto del nono scudetto di fila conquistato, infatti, per il resto la stagione bianconera col "Comanante" in panchina non si può certo annoverare tra le più esaltanti con le sconfitte in Supercoppa, Coppa Italia e l'eliminazione in Champions agli ottavi contro il Lione. Un bottino amaro che ha messo fine anticipatamente alla storia tra Sarri e l'ambiente bianconero. Una storia in cui non è mai scoccata la scintilla

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