L'INTERVISTA

Juve, senti Pogba: "Voglio riprendermi il posto che mi spetta"

"Voglio giocare sempre, e voglio dare il massimo. E dentro di me so che questa maglia è speciale, tira fuori il mio meglio"

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Pogba
© Getty Images

Pogba non vede l'ora di tornare in campo e promette battaglia ai tifosi della Juve. Dopo l'operazione al ginocchio,  tifosi si chiedono quando torna Pogba, e la risposta sembra essere presto. Il recupero di Paul procede bene, tanto da ipotizzare una sua presenza a Lisbona contro il Benfica in Champions League il 25 ottobre. Nel frattempo il centrocampista francese ha rilasciato una lunga intervista a 360° a GQ Italia toccando diversi argomenti. "A me piace pensare e dire che è il mio cuore che ha fatto la scelta. Era anche forse il momento giusto per tornare qua - ha spiegato Pogba -. E forse era il momento giusto per ritrovarci e provare a riprenderci il posto che ci spetta, a me e alla Juve. Soprattutto per tornare a vincere". "Io voglio giocare sempre, e voglio dare il massimo - ha continuato -. E dentro di me so che questa maglia è speciale, tira fuori il mio meglio."

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IL FEELING SPECIALE CON LA JUVE
Per Pogba il feeling con la Juve ha radici profonde. "Abbiamo costruito una bella storia con questa squadra, che non ho mai dimenticato anche quando sono andato via dalla Juve - ha spiegato -. Tornare qua per me è sempre un motivo di spinta, di stimolo a fare bene. Non ho mai avuto dubbi che questo fosse il mio posto". "Gli ultimi tre anni a Manchester, condizionati anche dagli infortuni, non sono andati come volevo, non è un mistero - ha raccontato ancora Paul motivando la scelta di tornare a Torino -. Ho pensato che se a questo aggiungevamo il fatto che anche la Juve arriva da due anni in cui non ha vinto lo scudetto, era una bella sfida per entrambi".

ALLEGRI
Nel ritorno a Torino di Pogba un ruolo fondamentale sicuramente l'ha svolto anche la presenza di Massimiliano Allegri in panchina. "Ho sempre avuto un rapporto molto forte con il mister. Bello, onesto - ha spiegato Paul -. Lui mi conosce e mi ha sempre spinto quando eravamo qua insieme". "Anche quand’ero a Manchester siamo rimasti in contatto e abbiamo parlato molto", ha aggiunto.

IL RAPPORTO CON I TIFOSI BIANCONERI
Rientrato in bianconero, Pogba ha subito ritrovato anche il calore dei tifosi della Juve. E non nasconde il suo feeling speciale con i supporter. "Quando sono andato via sono stati molto riconoscenti per gli anni insieme - ha spiegato il centrocampista francese -. Ero giovane e davvero mi hanno sempre spinto allo stadio, erano sempre dietro di me, ho sempre sentito l’amore di questi tifosi, questa è la verità". "Non ne ho mai sentito uno così grande, neanche al Manchester", ha aggiunto.

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LA CRESCITA
Ripercorrendo la sua storia calcistica, nell'intervista a GQ Italia Pogba fa un tuffo nel passato ricordando alcune tappe cruciali della sua carriera. "La prima volta qui ero più giovane e non avevo l’esperienza che ho adesso - ha raccontato -. Sono cresciuto nella vita personale, ho due bambini, una moglie, e anche come calciatore". "Ho vinto il Mondiale con la Francia, l’Europa League con lo United, ho giocato con grandi giocatori e una grande squadra - ha aggiunto -. Ho imparato tanto, era totalmente diverso dalla mia esperienza precedente". "Dovevo prendermi più responsabilità che invece avevo meno qui alla Juve quando ero giovane e avevo giocatori esperti vicino a me - ha continuato Paul -. Adesso mi guardo e penso che sono diventato come questi giocatori, come Pirlo, come Buffon, come Chiellini. E ora tocca a me fare alla Juve quello che hanno fatto loro".  

LA SERIE A E LA PREMIER LEAGUE
Poi qualche considerazione sul calcio italiano e quello francese. "Per me il campionato italiano è sempre stato uno fra i più difficili, giocare a calcio qui non è mai stato facile - ha spiegato Pogba -. Vincere in Italia è sempre una sfida proibitiva, lo è per tutti, e lo è ancora di più per la Juve da cui ci si aspetta sempre il massimo". "In Premier League in questo momento ci sono potenzialità economiche senza pari, c’è più facilità da parte dei club di comprare i giocatori che si vogliono rispetto all’Italia. Penso che sia questa la vera differenza - ha aggiunto -. Ma se devo restare al calcio giocato, quello italiano è sempre stato per me uno dei migliori nel mondo, e lo resta nonostante tutto". "Dico che non c’è molta differenza fra giocare nel Manchester United e nella Juventus; quando sei in un grande club, sei in un grande club - ha proseguito Pogba -. E la Juve lo è sempre stato, il più grande d’Italia". Ora la ritrovo cresciuta dal punto di vista delle strutture, ma sempre con la stessa famiglia al comando, garanzia di continuità, e con la stessa mentalità: vogliamo sempre vincere e siamo sempre la Juve, questo non cambierà mai - ha aggiunto -. Ora tocca davvero a noi". 

LA NAZIONALE FRANCESE
Quanto al segreto dietro ai successi della nazionale francese, Pogba ha le idee chiare. "La cosa speciale della Francia è che ogni anno ci sono giocatori che già a diciassette o diciotto anni possono giocare in prima squadra - ha spiegato -. C’è un talento enorme, che poi viene formato con un’attenzione che fa crescere i giovani valorizzandoli al meglio; credo sia per questo che la Francia degli ultimi anni è sempre una squadra potenzialmente fortissima". "Ogni anno arrivano giovani che sono all’altezza di inserirsi nella formazione campione del mondo -ha aggiunto -. Guardando la lista dei giocatori convocati per rappresentare la Francia nelle varie partite, ti viene da pensare che si potrebbero tirare fuori due o tre squadre di primo livello". "È una bella cosa, però è anche dura perché la scelta del mister diventa più difficile - ha continuato -. C’è competizione ma nonostante questo si è formato un bellissimo gruppo, con una grande mentalità". "In questo è fondamentale il ruolo dell’allenatore - ha proseguito Paul -. Avere sempre la sua fiducia, fare bene e aiutare la mia nazionale ancora per molti anni è il mio vero obiettivo".

 

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