Le scorie di Madrid si fanno sentire e i bianconeri faticano col Bologna: la Joya entra e decide il match
La sconfitta di Madrid ha lasciato il segno in casa Juve. Dopo il ko con l'Atletico, i bianconeri si sono rialzati subito col Bologna, ma non hanno convinto, trascinando in campionato i fantasmi della Champions. Lenta, disorientata e con un CR7 irriconoscibile, per portare a casa i tre punti, la Juve si è dovuta aggrappare infatti a Dybala, che ha risolto la gara entrando dalla panca e tenendo invariato il vantaggio sul Napoli in vista dello scontro diretto.
A bocce ferme, nonostante il grande margine in campionato, l'impressione è che la Juve stia attraversando il momento più complicato della stagione. Sia da un punto di vista fisico, sia mentale. Certo, alcuni infortuni non hanno aiutato Allegri a gestire gli impegni con equilibrio e la rosa al top, ma l'infermeria piena non è l'unico problema dei bianconeri in queste ultime settimana. Iniziata con l'eliminazione dalla Coppa Italia, la "crisi" Juve ha toccato il suo apice a Madrid. Contro l'Atletico i bianconeri hanno incassato una sconfitta pesante e riportato a Torino dubbi e incertezze.
A partire dal rendimento dei singoli. Nel momento cruciale della Champions a steccare è stato soprattutto l'uomo più atteso: CR7. Acquistato per mettere le mani sul grande sogno, Ronaldo ha deluso le aspettative dei tifosi bianconeri, infilando due prestazioni molto al di sotto del suo standard da campione con l'Atletico e a Bologna. Discorso diverso invece per Dybala. Con Mandzukic in difficoltà, in campionato la Joya ha preso in mano la squadra, ma in Champions anche lui ha fallito nell'andata degli ottavi. E lo stesso è accaduto anche ai due pilastri della difesa Chiellini e Bonucci, recuperati appena in tempo per la sfida di Madrid e ancora non al massimo della condizione.
Infine capitolo centrocampo. In Italia la Juve non ha rivali, ormai è evidente. Ma in Europa forse è proprio in mediana dove i bianconeri soffrono di più. Con Khedira fuori ed Emre Can a mezzo servizio, Pjanic, Matuidi e Bentancur non sembrano attrezzati per reggere l'urto. Soprattutto da un punto di vista fisico. Dettagli che Allegri dovrà considerare attentamente per ridare certezze e solidità alla squadra, inserendo magari Bernardeschi nel ruolo di interno. Fino al 12 marzo c'è ancora tempo ritrovare smalto, idee ed energie. E per i bianconeri la gara col Napoli potrebbe essere un buon test in vista del ritorno con l'Atletico.