Due pali, una serie incredibile di occasioni e un super Falcone. Il Lecce si salva a Torino anche grazie alla scarsa mira di David e Openda
di Andrea Cocchi© Getty Images
Un antico mantra degli allenatori recita così: "Io posso incidere fino alla trequarti avversaria, da lì in poi contano solo i direttori sportivi", nel senso che sono loro che comprano i giocatori che segnano. Un po' la sintesi di Juventus-Lecce. Una delle prestazioni stagionali migliori dei bianconeri, soprattutto nel primo tempo, che si trasforma in un mezzo fallimento per le occasioni sprecate da David, soprattutto, e Openda. Il rigore battuto dal primo e il tap-in fallito dal secondo dopo il palo di Yildiz, sono il manifesto programmatico della serata bianconera.
Partiamo dal presupposto che, pur non essendo facile superare la barriera mobile di un Lecce che difende con un blocco basso a zona (cosa quasi inedita in un campionato in cui si è abituati ad affrontare squadre che marcano individualmente a tutto campo), la Juve riesce a scardinare la barriera avversaria grazie alle iniziative del turco sulla sinistra e a una nuova struttura di gioco che può essere sintetizzata in un 4-2-3-1. Il Lecce abbassa Pierotti, il teorico esterno alto a destra, per raddoppiare Yildiz che fa impazzire per mezz'ora il giovane cileno Perez, sostituito da Veiga per manifesta inferiorità. In pratica, la squadra di Di Francesco si piazza, in fase difensiva, con un compatto 5-4-1.
Kalulu e Cambiaso, i laterali bassi, occupano l'ampiezza e i mezzi spazi alternandosi con Conceiçao e Yildiz, McKennie fa il trequartista alle spalle di David, con Thuram e Locatelli, i due centrali di metà campo, che spesso si abbassano sull'esterno per permettere ai due terzini di andare subito in proiezione offensiva. In pratica la Juve attacca in modo più posizionale del solito cercando di presidiare i mezzi spazi, quelli liberi dalle maglie giallorosse. In questo modo i padroni di casa riescono a creare tantissimo senza però trovare il gol, per tanti motivi (Falcone, sfortuna, scarsa mira). David sbaglia tutto il possibile e Openda, che entra al posto di Locatelli per un 4-2-4 da assalto finale, non riesce a fare molto meglio. Nel secondo tempo, con l'ingresso di Zhegrova per un poco brillante Conceiçao, ci sarebbe anche l'opzione del cambio di gioco per isolare l'esterno kosovaro nell'uno contro uno, ma i padroni di casa non riescono a farlo con la necessaria continuità.
Spalletti ha detto che giocando così sarà difficile non vincere in futuro. Tutto giusto. Sarà anche fondamentale, però, raddrizzare la mira di chi occupa il ruolo di centravanti con la maglia bianconera addosso.