INCHIESTA JUVE

Inchiesta Juve, Agnelli ai dirigenti: oltre le nostre possibilità per diventare numeri uno

Nelle carte dell'inchiesta anche una "minuta" dopo un incontro tra presidente e dirigenti. Emergono anche le preoccupazioni per i rilievi Consob

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© italyphotopress

Emergono nuovi particolari sull'inchiesta Prisma sulla Juventus, anche attraverso una "minuta sintetica" (una sorta di verbale alla prima stesura provvisoria) redatta da alcuni dirigenti dopo un incontro con Andrea Agnelli. In quell'occasione il presidente bianconero avrebbe parlato della situazione del club con queste parole: "Abbiamo vissuto oltre le nostre possibilità per diventare numeri uno. Grandi rischi presi. Poi è arrivato Covid 19. Operazioni fortunate: AuCap (aumento capitale, ndr?) pre Covid e accordo giocatori (la manovra stipendi, ndr?)".

Il Corriere della Sera invece si concentra sulle preoccupazioni dopo i primi rilievi della Consob, che ipotizza una sorta di regola: in caso di scambio, i prezzi di vendita "hanno sempre coinciso con il limite superiore dell'intervallo (minimo e massimo del valore dei cartellini, ndr) indicato da Cherubini o sono risultati significativamente superiori" mentre quando le cessioni erano per denaro "i prezzi di cessione erano significativamente inferiori ai prezzi indicati (dal ds, ndr)". 

Un esempio: "A Emre Can era stato attribuito un valore di 60 milioni di euro nell'ambito di un'operazione incrociata (quindi uno scambio, ndr) poi non verificatasi, significativamente superiore al valore, 26 milioni, a cui è stato ceduto pochi mesi dopo".

La guardia di finanza ha trovato una mail interna del club in cui vengono confrontati il valore contabile con il valore di mercato, ricavato da Transfermarkt e Kpmg Football Benchmark. Stefano Cerrato, direttore finanziario, si preoccupa: "Consob si fa l'idea che siamo un po' leggeri dal punto di vista della formalizzazione su tematiche che valgono decine di milioni di euro e questo inevitabilmente a loro fa venire in mente cattive idee no?".

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