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Tre reti in 22 presenze: troppo poco per un attaccante arrivato in bianconero con la fama del grande bomber
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Un rigore che poteva cambiargli la testa, scacciare la paura, dare una svolta alla sua stagione, fin qui fallimentare. Lo avevano capito anche capitan Locatelli e Yildiz, quando gli hanno consegnato il pallone da mettere sul dischetto. E invece è successo il peggio per lui e per la Juve in un momento cruciale della partita. Jonathan David opta per lo scavetto: ne viene fuori un tiro horror, inspiegabile, che il portiere del Lecce Falcone respinge con i piedi. "David è un rigorista, per me l'ha tirato anche bene: non colpevolizzo né lui che l'ha sbagliato, né chi gli ha concesso di batterlo", ha detto Luciano Spalletti a fine partita difendendo il ragazzo e la decisione dei compagni di squadra di lasciarlo tirare. È arrivato alla Juve dal Lilla accompagnato dal soprannome di 'Iceman'... Ha fallito il sesto penalty su 32 calciati in carriera con la maglia di un club, inclusi due degli ultimi tre (il 10 gennaio 2025 in Ligue 1 contro l'Auxerre e appunto contro i pugliesi). Dopo il gol all'esordio contro il Parma il 24 agosto, il canadese non ha più inciso in campionato: tre gol in 22 presenze stagionali tra A, Champions e Coppa Italia sono un dato imbarazzante per un attaccante reduce da anni devastanti con la maglia appunto del Lille, con cui aveva realizzato 109 gol in cinque stagioni ed era decisivo nei big match. L'assenza di Vlahovic era l'occasione per prendersi la maglia da titolare e far vedere quelle doti di bomber implacabile che lo hanno accompagnato al suo arrivo a Torino, dove guadagna 6 milioni netti a stagione. Contro il Lecce Spalletti lo ha preferito a Openda nell'undici iniziale: un colpo di testa deviato da Falcone, poi una prestazione impalpabile prima del disastro.