VERSO BOLOGNA-INTER

Inzaghi: "Ci considerano i favoriti per lo Scudetto? Ci servirà da stimolo"

Alla vigilia della trasferta del 'Dall'Ara' l'allenatore nerazzurro ha parlato delle insidie del match contro la squadra di Mihajlovic

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La prima partita del nuovo anno per ripartire alla grande. Simone Inzaghi vuole un 2022 in linea con quanto fatto finora dalla sua Inter. La gara di Bologna non è delle più semplici. L'allenatore nerazzurro, nella conferenza della vigilia, ha sottolineato le insidie del momento, dal Covid alle intuizioni tattiche di Mihajlovic, passando per i rischi di essere considerati i grandi favoriti per il titolo.

LA CONFERENZA DI INZAGHI
In campo dopo due settimane di pausa contro un avversario organizzato e non semplice. Cosa si aspetta?

"Sarà una partita complicata, affrontiamo una squadra che ha chiuso il 2021 vincendo meritatamente 3-0 sul campo del Sassuolo. Conosco molto bene Mihajlovic e come prepara le sue squadre, servirà una gara importante".
E' preoccupato dall'emergenza Covid?
"C'è un clima d'incertezza che non fa bene al calcio. Abbiamo 3 positivi, il Bologna ne ha 8. Ma ci sono le autorità che decidono, sia io che Mihajlovic sappiamo che fino al fischio d'inizio dobbiamo essere pronti a qualsiasi cosa. In questi due anni ci è capitato spesso, ma è una cosa che coinvolge tutte le squadre. Ci hanno detto che domani si gioca, la Supercoppa pure e giocheremo di volta in volta".
Non ci saranno Dzeko, per Covid e Calhanoglu squalificato: ha già deciso chi giocherà?
"Ho un'idea in testa e me la porto fino a domani. Oltre ai tre positivi al Covid c'è la squalifica di Hakan ma ho tanti giocatori a disposizione, la formazione la dirò anche ai ragazzi domattina".
Può essere pericolosa questa euforia per le vittorie? 
Questa euforia da vittorie non è pericolosa?
"Deve essere uno stimolo aver vinto il titolo d'inverno, anche se non conta ma essere in testa ci fa piacere. Gli apprezzamenti e i giudizi devono essere uno stimolo, consapevoli che gli avversari faranno di tutto per metterci in difficoltà".
Come giudica le parole di Lukaku?
"Non voglio parlarne, non la conosco e non è di mia competenza. Io posso dire solo che Romelu è un grandissimo giocatore, che all'Inter ha fatto due anni straordinari e assieme abbiamo lavorato benissimo dieci giorni. Ora gioca da un'altra parte".
Cosa vuole rivedere nell'Inter dopo la pausa?
"Vorrei ritrovare la squadra come l'avevo lasciata la vigilia di Natale. Veniamo da un'ottima striscia e siamo coscienti che affronteremo una squadra in salute. Dopo le prime due-tre sedute i ragazzi hanno lavorato nel migliore dei modi".
Siete i favoriti?
"Due mesi fa qualcuno non lo diceva più, adesso lo stanno dicendo nuovamente perché siamo tornati in testa. Per me deve essere uno stimolo".
Interverrete ancora sul mercato?
"Aspettiamo l'arrivo a Milano del nostro presidente. Abbiamo la fortuna di avere Marotta, Ausilio e Baccin che lavorano in un'unica direzione. Stiamo guardando ma siamo concentrati anche agli impegni ravvicinati in campo".
Ha vinto il premio di allenatore del mese
"Fa piacere, significa che io e il mio staff stiamo lavorando bene. Penso che gli obiettivi migliori siano quelli collettivi, ossia di alzare qualche trofeo, cosa che mi è riuscita in passato e che voglio che accada anche qua".
Senza Calhanoglu ha giocato spesso Dimarco per sfruttare i calci da fermo: giocherà anche domani?
"Federico e Hakan giocano indipendentemente dai calci piazzati. Abbiamo anche Brozovic, Sanchez e altri specialisti, non è un problema".
Gli altri allenatori parlano di Inter super favorita: lo dicono per mettervi pressione addosso?
"Non avvertiamo pressione per queste dichiarazioni: abbiamo una squadra forte e dei tifosi straordinari. Abbiamo lasciato qualche punto all'inizio ma a livello di prestazioni abbiamo sempre data continuità. Abbiamo davanti ancora metà stagione, vediamo chi sarà il più bravo alla fine". 
Brozovic rinnova?
"L'ho già ribadito: è un giocatore importantissimo, è contento all'Inter e penso che rinnoverà. Sono Marotta e Ausilio che seguono queste cose".
Ai tempi della Lazio era a un punto dalla Juventus, proprio prima della pandemia. Pensa che fosse più vicino quell'anno a vincere lo Scudetto o è più facile vincerlo quest'anno?
"Non sono mai stato bravo nei pronostici, un girone non conta. Pensiamo al Bologna, quello sì che conta".

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