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International Champions Cup, Manchester United-Inter 1-0: Greenwood punisce nel finale i nerazzurri

I nerazzurri di Conte resistono fino al 76' dando anche qualche segnale positivo. L'obiettivo Lukaku isolato in panchina

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Il Manchester United batte per 1-0 l'Inter nel debutto nerazzurro in International Champions Cup: decisivo Mason Greenwood al 76'. Ma i segnali di crescita per la squadra di Antonio Conte non mancano: gli automatismi della difesa a tre iniziano a essere rodati, buon impatto di Perisic a inizio ripresa, ottimo D'Ambrosio. Nel finale debutto di Barella, mentre Lukaku segue tutta la partita isolato sulla panchina dei non convocati dai Red Devils.

L'avventura dell'Inter di Antonio Conte in International Champions Cup inizia con una sconfitta, ma al termine di una partita in cui i segnali non sono solo negativi. Solo negli ultimi minuti del secondo tempo, infatti, l'Inter cede dal punto di vista fisico e atletico contro un Manchester United più completo e a cui la nuova difesa nerazzurra era riuscita a prendere le contromisure. Da non sottovalutare anche il clima proibitivo di Singapore, con un tasso di umidità al 80% nonostante l'aria fredda sparata in campo a 23°, e l'emergenza in attacco per Conte: Lazaro e Politano sono infortunati, Lautaro Martinez non è ancora rientrato in gruppo dopo la Copa America. Così i titolari sono i giovani Longo e Esposito, mentre il grande obiettivo Lukaku assiste malinconicamente alla partita dalla panchina dei giocatori non convocati dal Manchester United. E il gol del decisivo 1-0 del diciassettenne Mason Greenwood arriva solo dopo i cambi di fine secondo tempo, con una squadra molto organizzata che per qualche minuto aveva perso le sue certezze.

Conte manda in campo un'Inter già impostata sul 3-5-2, già visto nella prima sgambata stagionale contro il Lugano. Automatismi senz'altro da raffinare per i nerazzurri, soprattutto nel passaggio dalla fase difensiva a quella offensiva. Dietro però l'organizzazione sembra già a un buon livello, con l'Inter capace di ingabbiare i più tonici e muscolari avversari: lo dimostrano Candreva e Gagliardini, due degli uomini più criticati nella passata stagione, che si sacrificano e chiudono bene sui temuti attaccanti avversari. Già nel primo tempo chi fa la partita è il Manchester United, mentre l'Inter si vede a folate (il giovane Esposito si dà un gran da fare su tutto il fronte dell'attacco). Quando poi perde un pallone velenoso sulla trequarti agevolando la ripartenza di Martial e Rashford, a chiudere arriva puntualissimo D'Ambrosio. Proprio il grande "infiltrato" nella retroguarda a tre, che attende Godin al fianco di De Vrij e Skriniar, diventa grande protagonista a tutto campo: salva in difesa e poi crea le due occasioni più nitide per l'Inter nel primo tempo (colossale quella del 39', quando sbuca di testa sul cross di Brozovic e brucia De Gea, ma il suo colpo di testa finisce di poco a lato). Nel frattempo lo strapotere fisico dei Red Devils inizia però a farsi vedere: Rashford e James sprecano due clamorose occasioni, con l'Inter che fatica a reggere i ritmi degli avversari soprattutto a sinistra. Quando si creano spazi, però, anche i nerazzurri sono pericolosi: ispiratissimo in particolare un altro "reietto" dei tempi recenti come Dalbert.

Nuovi concetti nella ripresa per Conte: via Longo, ecco in campo Perisic con Esposito che diventa unica punta. E la partita, nell'insopportabile calura di Singapore, diventa bellissima: il solito monumentale D'Ambrosio salva sulla linea su gran destro di Lingard, Matic colpisce il palo di testa. Ma D'Ambrosio si rende ancora pericoloso dalla parte opposta con un colpo di testa respinto in extremis da Wan-Bissaka. La nuova Inter con Perisic nel motore quando avanza fa paura: proprio il croato libera il destro su servizio ancora una volta di Candreva. Palla larga, ma l'Inter mostra di esserci dopo diversi minuti in apnea. E lo dimostra anche sugli sviluppi di un corner, in cui ci provano in mischia De Vrij e poi Gagliardini con i Red Devils che se la cavano non senza qualche affanno. Al 73' arriva l'attesa girandola di cambi per Conte: in campo il giovane Pirola, Ranocchia, Joao Mario e soprattutto Nicolò Barella, all'esordio in nerazzurro. Nuovi equilibri che la squadra deve ancora ricostruire (D'Ambrosio scala quinto a sinistra, dopo una partita di altissimo livello da terzo della difesa), il Manchester United ne approfitta e al 76' segna: punizione di Young, Handanovic è imperfetto nella respinta e il diciassettenne Greenwood supera la marcatura di Joao Mario ancora freddo e scarica il pallone in rete. Un episodio, che diventano due quando cinque minuti dopo Chong colpisce la traversa. L'Inter perde, ma con il minimo scarto e contro un'avversaria con la rosa più completa e una preparazione più avanzata. Ecco perché le notizie per Conte certamente non sono solo cattive.

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