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Inter, Zanetti conferma Simone Inzaghi: "Mai stato in discussione"

Il vicepresidente nerazzurro a tutto campo al Festival di Trento: "Lautaro patrimonio del club, Lukaku presto a disposizione e su Dybala..."

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"Sempre c'è stata fiducia su Inzaghi". Ospite del Festival dello Sport di Trento organizzato dalla Gazzetta, il vicepresidente dell'Inter, Javier Zanetti, ha parlato anche del momento dei nerazzurri e dell'estate di mercato appena conclusa: "Come si rilancia l'Inter? Essendo consapevoli della nostra forza. Dobbiamo essere una squadra resiliente, umile, e poi dipenderà dalla nostra bravura di essere protagonisti perché io sono convinto che ci siano i presupposti per poterlo fare".

Zanetti ha confermato dunque la totale fiducia nei confronti del tecnico da parte di squadra e società e poi è passato al tema mercato (in salsa argentina) tra passato e futuro: "Rimpianto Dybala? No, c'è stata una trattativa. Noi abbiamo preso Romelu (Lukaku, ndr) e il parco attaccanti era al completo, sarebbe stato difficile prendere uno dello spessore di Dybala. A Roma lo vedo felice, conosco bene anche Mourinho che lo farà rendere al meglio - ha detto l'ex capitano nerazzurro, che poi ha blindato Lautaro - Lo abbiamo seguito a lungo. Abbiamo pensato che fosse un buon profilo per l'Inter ragionando non sull'immediato ma nel giro di 5 anni. Sta andando bene, è un punto di riferimento dell'Inter e della Nazionale, sta facendo quello che deve fare un grande calciatore. È un patrimonio dell'Inter".

A proposito di Lautaro, il suo gemello del gol è ormai pronto al rientro dopo quasi un mese di assenza: "Lukaku sta tornando - ha annunciato Zanetti - Spero davvero che possa essere a disposizione della squadra al più presto". Molto probabilmente il numero 90 riprenderà il suo posto in attacco nella sfida di sabato a San Siro contro la Roma dell'ex Mourinho: "Un grande allenatore, di grande personalità. José ci ha fatto fare il salto di qualità in Europa creando un gruppo di uomini che ha alzato la Champions a Madrid. L'anno del Triplete avevamo una grande mentalità, accettavamo di perdere solo se l'altra squadra faceva cose straordinarie".  

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