Inter, con De Paul un tridente da tango dei sogni

Un altro argentino per cercare di riportare i nerazzurri ad essere protagonisti, come ai tempi dell'Inter di Moratti

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Potenzialmente potrebbe essere l'attacco dell'Argentina dei prossimi 5 anni, con Rodrigo De Paul alle spalle di Mauro Icardi e Lautaro Martinez, un tridente da tango dei sogni, tutto albiceleste: è infatti questo l'obiettivo dell'Inter. La trattattiva con l'Udinese è già ben avviata per giugno, ma potrebbe subire un'accelerazione improvvisa in caso di partenza immediata di Perisic, scontento e desideroso di cambiare aria.

Rodrigo De Paul si aggiungerebbe così ai due amici, a Icardi e Lautaro, per cercare di riportare l'Inter a essere protagonista assoluta, come ai tempi dell'Inter morattiana marcatamente argentina. Una colonia comandata da capitan Zanetti, con Samuel e Cambiasso come luogotenenti di grandissimo spessore con naturalmente il Principe Milito ai cannoni del triplete.

La storia dei nerazzurri argentini però è lunghissima, da Veron a Crespo, da Cruz a Palacio, è un elenco da leccarsi letteralmente i baffi, senza dimenticare Gabriel Omar Batistuta, arrivato troppo tardi e ormai malconcio nella collezione delle figurine di Massimo Moratti.

Non mancano però flop e meteore come il Galgo Schelotto e Ricky Alvarez, Banega e Lisandro Lopez, Zarate e Ruben Botta solo per rimanere alle ultime stagioni, l'elenco è lunghissimo, con una menzione d'onore all'avioncito Rambert, arrivato nel 1995 in compagnia dello sconosciuto Zanetti: avrebbe dovuto essere lui il colpo di mercato di Angelillo, che invece regalò a Moratti il suo numero 4.

Proprio l'angelo dalla faccia sporca Angelillo fu uno dei capostipiti più illustri degli argentini dell'Inter, il bomber del record dei 33 gol poi battuto da Higuain, il viveur a cui piaceva la dolcevita che ruppe con Helenio Herrera che lo mandò alla Roma. Adesso insieme a Icardi e Lautaro Martinez, mercato permettendo, potrebbe arrivare Rodrigo De Paul per diventare l'argentino numero 48 della storia dell'Inter.

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