Benitez: "Moratti troppo buono con i reduci del Triplete. Napoli nel cuore"

Il tecnico del Newcastle: "Con i nerazzurri era pronto un piano triennale rivoluzionario ma il Fair Play Finanziario bloccò tutto"

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Rafa Benitez ricorda le due esperienze in Serie A, partendo cronologicamente da quella all'Inter: "Alla fine abbiamo vinto due titoli, Massimo Moratti resta un signore innmaorato della squadra anche se troppo emotivo: forse da "papà" non se l'è sentita di staccarsi dai pupilli del Triplete". Poi tocca al Napoli: "Mi è rimasta nel cuore, decisi di andare via io: la mia famiglia voleva andare in Inghilterra o Spagna".

L'allenatore del Newcastle torna al 2010 e ai nerazzurri: "Moratti per i giocatori dava tutto ma con un risultato storto s'innervosiva. Contro il Werder Brema lo avvisai che avrei schierato i giovani visto che c'era il Mondiale per Club in vista ed eravamo già qualificati in Champions League: fu d'accordo. Poi però perdemmo e si lamentò con la stampa". Sui mancati rinforzi post Triplete: "C'era un programma triennale, volevamo puntare su tre giocatori forti, altri tre italiani con meno di 25 anni e altri tre under 21 di prospettiva, tipo Coutinho. Poi però il Fair Play Finanziario bloccò tutto". Nessun cattivo rapporto con la vecchia guardia: "Ebbi l'appoggio del nucelo, da Zanetti ad Eto'o. Peccato non aver avuto tempo di andare avanti".

Poi il Napoli: "Ho un grande ricordo di quei due anni, è nato un grande gruppo e abbiamo anche vinto due titoli. La base lasciata da Mazzarri era buona, con Albiol, Callejon e Mertens c'è stato il salto di qualità. Higuain? Fu facile convincerlo, credo non se ne sia mai pentito". Sui singoli: "Koulibaly uno dei migliori difensori al mondo, Insigne e Jorginho sono cresciuti tanto". E oggi con Ancelotti? "Può arrivare in fondo su tutti i fronti" le parole alla Gazzetta dello Sport.

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