Inter, i compiti di Chivu nella sosta: pensare a non regalare gol e inserire i nuovi giocatori
In sostanza è ancora l'Inter dell'anno scorso, quella della Thu-La ma anche dei non titolarissimi
di Enzo PalladiniAllora è proprio un vizio. Per la quarta volta in questa stagione (Napoli, Real Madrid, Udinese e Roma), l'Inter ha concesso due gol di vantaggio agli avversari. Più o meno con modalità simili tra loro: disattenzioni difensive, incomprensioni tra giocatori, uscite sbagliate dalla propria area. Chivu non può pensare che gli andrà sempre bene. Con l'Udinese e contro il Napoli attuale - in pieno rodaggio - si può arrivare a un finale felice. Con il Real Madrid no, con la Roma sono serviti due capolavori del capitano e anche l'ottimo apporto dei giocatori che l'allenatore ha mandato in campo nel secondo tempo e che hanno dato una scossa vera a tutta la squadra.
Lavorare sull'attenzione è dunque il primo compito che Chivu deve svolgere durante la sosta per le Nazionali, anche se non avrà a disposizione molti dei suoi. Dovrà chiudersi nella sua stanza dei pensieri e studiare qualche contromisura. L'idea è che probabilmente - ma non c'è la controprova - se fosse arrivato il "Cuti" Romero quest'estate, i problemi difensivi oggi sarebbero un po' meno evidenti. Non perché l'argentino in sé stesso sia un fenomeno, ma più banalmente perché in questa squadra manca un difensore-radar che sappia fiutare il pericolo e che al momento giusto sappia tirare una scarpata all'avversario giusto. Una caratteristica che nessuno ha. L'anno scorso c'erano Acerbi e De Vrij a svolgere questo compito, forse ingrato ma utilissimo nell'economia di una squadra.
Poi c'è un secondo cruccio che occuperà i pensieri dell'allenatore interista, e qui ci leghiamo ancora al mancato arrivo di Romero che ci trascina sul tema mercato. I nuovi giocatori non hanno dato un grande apporto ai risultati nerazzurri. Jones è stato decente quando è subentrato a partita in corso, meno brillante quando ha giocato titolare come è accaduto contro la Roma. Si lamenta molto con i compagni ma non ha ancora capito bene cosa deve fare in campo. Stones ha giocato una partita da titolare e si è fatto subito male, nel solco di una tradizione che lo accompagna da qualche anno. Spence è arrivato infortunato (e non è stato sottolineato al momento dell'acquisto), Stankovic è indietro nelle gerarchie mentali di Chivu nonostante un buon precampionato. Provedel aspetta con pazienza, ma è ovvio che adesso sarebbe pericoloso togliere Josep Martinez dalla porta, perché comporterebbe il rischio di togliergli fiducia e motivazione.
E allora? Allora per il momento è ancora l'Inter dell'anno scorso, a eccezione di quei difetti difensivi che si notavano molto meno. Continua a essere l'Inter di Lautaro Martinez, della sua leadership e dei suoi gol, l'Inter di Marcus Thuram che con la sua stazza fisica e la sua potenza atletica, quando ha un po' di spazio a disposizione fa del male, molto male, alle difese avversarie. Ma è anche l'Inter dei non titolarissimi e non riserve, di Carlos Augusto che fa tutto molto bene in attacco e in difesa, di Sucic che quando entra concentrato aggiunge qualità a qualità, di Luis Henrique che a Roma ha azzeccato una delle sue migliori prestazioni. Queste sono basi su cui lavorare, ma il primo diktat è quello di togliersi quel maledetto vizio di regalare almeno mezz'ora e almeno due gol.