I giovani lupi di Gasperini vanno oltre l'emergenza: la Roma è una squadra con mille alternative
Solo due i punti interrogativi: l'assenza di un terzino sinistro di ruolo e il difficoltoso inserimento di Castro nei meccanismi
di Enzo PalladiniQuello che più sorprende nella Roma non è tanto la straordinaria quantità di giocatori forti a disposizione di Gasperini: è piuttosto l'anomalia di non avere un terzino sinistro di ruolo. Da quella parte giocano Molina e Wesley, due destri adattati. Questa lacuna è saltata all'occhio nella partita contro il Cagliari, quando la squadra giallorossa ha sfruttato pochissimo quella fascia, coperta da una staffetta appunto tra Molina e Wesley. Non benissimo l'argentino (che però ha prodotto il cross per il gol di testa di Lulli), un po' meglio il brasiliano che però non è al livello dei giorni migliori. Tutto questo ha creato una grande asimmetria tra la fascia sinistra e quella destra, dove invece Lulli è stato un dominatore, assistito da Mancini (un po' distratto però in fase difensiva) e da Soulè. In una partita come quella casalinga con il Cagliari, questa lacuna è stata prontamente cancellata, ma in occasione di altri impegni potrebbe non essere lo stesso.
Attenzione però: quello del terzino sinistro è un dettaglio che intacca minimamente l'enorme potenziale di fuoco espresso dalla Roma. Gasperini è riuscito a creare una macchina praticamente perfetta, che mette anche i giocatori più giovani nelle condizioni di rendere al massimo. Tra i quattro marcatori a segno contro i sardi troviamo Lulli, Rodrigo Mora e Pisilli, praticamente la meglio gioventù giallorossa. Gestita nel migliore dei modi anche l'emergenza, visto che in questo periodo Maarten De Roon (alzi la mano chi aveva previsto che diventasse un giocatore-chiave) sta dando un contributo eccezionale di esperienza e saggezza. Soulè non è Dybala, ma ha fatto la sua parte con una gamba e una voglia che nella passata stagione non si era praticamente mai vista. E la difesa, in una giornata non brillantissima di Mancini e di Ndicka, ha avuto un Koulierakis molto attento e un Ghilardi capace di una zampata finale da cui è nato il gol di Rodrigo Mora.
C'è solo un giocatore che ancora non è entrato benissimo nella mentalità gasperiniana ed è Castro. Sta giocando più o meno come faceva nel Bologna, molto spesso con le spalle alla porta. Ma soprattutto non ha molto capito i movimenti dei compagni. Il suo primo tempo è stato un susseguirsi di corse a vuoto e di tentativi personali senza sbocco. Ma la grande occasione, la possibilità di giocare titolare, non l'ha sfruttata al meglio. Gasp di sicuro si aspettava di più da questo ragazzo, che a Bologna aveva mostrato qualità interessanti. Anche questa lacuna però è stata azzerata dalla vittoria giallorossa e dal gol del 4-2 di Malen, che si è sbloccato dopo un periodo di digiuno in campionato.
Tra le tante considerazioni positive in casa giallorosse, va sottolineata anche la prestazione di Gollini. Chi temeva contraccolpi per l'infortunio di Svilar è stato smentito. Il secondo portiere è stato protagonista con una parata molto importante nel primo tempo (su Adopo) e quattro parate di media difficoltà nella ripresa, Davvero strana la storia di questo giocatore, che aveva lavorato con Gasp nell'Atalanta ma a un certo punto aveva visto i rapporti con l'allenatore deteriorarsi in maniera abbastanza drastica. Poi i due si sono ritrovati alla Roma ed è tornato tutto come era all'inizio, anzi meglio perché ora Gollini è un portiere perfetto non solo per le caratteristiche tecniche ma anche sotto l'aspetto comportamentale. Ci vuole anche questo per provare a vincere.