Giorgio Barone racconta la vita a tavola dei fuoriclasse, dalla "pasta di Boateng" alla maniacalità di CR7: "No zucchero, tiramisù vegano e orari folli"
Non ha un ristorante, non ha insegne luminose, ma i suoi clienti hanno un valore di mercato di centinaia di milioni di euro. Giorgio Barone, 51enne sardo della Gallura, è lo "chef ombra" dei calciatori. Dalla Torino di Cristiano Ronaldo alla Gedda di Theo Hernandez (oggi difensore dell'Al Hilal ed ex Milan ma forse vicino a un ritorno in Serie A, alla Juve), Barone entra nelle ville blindate dei campioni per curare l'aspetto più delicato della loro performance: il cibo.
La carriera di Barone svolta nell'estate del 2016, tra gli yacht della Costa Smeralda. "Lì ho conosciuto Kevin Prince Boateng" racconta lo chef a La Stampa. "Ha apprezzato i miei piatti e mi ha chiesto di seguirlo al Las Palmas. Kevin è un italiano mancato". A colpire l'ex Milan fu la gestione della pasta, vero tabù per molti atleti: "Prince ama mangiare la pasta almeno tre, quattro volte la settimana", svela Barone. "In quel caso cerco sempre di limitare le quantità, e magari al carboidrato abbino una proteina, così il piatto si bilancia". E sulla dieta della moglie dell'epoca, Melissa Satta, scherza: "Le mogli dei calciatori lo sono sempre!".
Il salto di qualità definitivo arriva con la chiamata di Cristiano Ronaldo ai tempi della Juventus. Un rapporto blindato da patti di riservatezza, ma di cui Barone può svelare l'approccio professionale: "Si nutriva come uno scienziato: leggeva per documentarsi, poi si metteva con me a tavolino per decidere il menu. Non c'era bisogno di un nutrizionista". La disciplina del portoghese è leggendaria: "Tornava dagli allenamenti, mangiava, riposava e si riallenava. Mai vista una persona così attenta alla preparazione fisica". Nessuno sgarro? "Le eccezioni erano rarissime. Però era goloso del mio tiramisù vegano".
Barone ci tiene a una distinzione lessicale fondamentale: "La dieta la fa chi deve dimagrire o ha problemi di salute. Io la chiamo alimentazione, che è un po' diverso". Nel suo regno, lo zucchero è bandito: "Nel 95 per cento della mia cucina non c'è, ingrediente che non utilizzo neanche nei dessert. Il tiramisù lo preparo senza latticini e uova". Sulla tavola dei campioni (tra cui anche Buffon, "amante dell'orata", Jovetic e Pavard) finiscono "vellutate e creme di verdure che saziano, molta carne di manzo, wagyu, e pesce di tutti i tipi".
Ma c'è un errore che accomuna quasi tutti i calciatori, difficile da correggere per via degli orari delle partite: "L'unico difetto nello stile di vita è quello di cenare e di andare a dormire molto tardi. È la cosa più sbagliata che ci sia", ammonisce lo chef. "L'ideale sarebbe cenare alle otto e dormire alle undici. Più si tarda, peggio è per il nostro organismo". Oggi Barone segue Theo Hernandez in Arabia Saudita, adattandosi ai gusti dei fratelli francesi: "Lucas non mangia il formaggio. Theo invece è goloso di pasta". Un vizio che, evidentemente, Barone sa come gestire per far correre i campioni.