Germania, club e Lega contrari a un boicottaggio dei Mondiali negli Usa
I vertici del calcio tedesco respingono l'ipotesi di un boicottaggio dei Mondiali 2026 negli Stati Uniti. Il presidente della Lega calcio tedesca (Dfl), Hans-Joachim Watzke, ha definito la discussione "fuori luogo" in questa fase. "Non credo che sia il momento di parlarne. Se un giorno lo sarà, allora discuteremo, ma ora è del tutto prematuro", ha detto al ricevimento di Capodanno della Dfl a Francoforte.
Watzke ha aggiunto di non aver percepito "un vero dibattito" sul tema, parlando piuttosto di singole prese di posizione. Una valutazione condivisa dall'amministratore delegato del Bayern Monaco, Jan-Christian Dreesen, secondo cui si tratta di "voci isolate" e la linea della Federcalcio tedesca (Dfb) è chiara. "Non abbiamo mai visto un Mondiale boicottato", ha sottolineato. Dreesen ha ricordato anche il Mondiale del 2018 in Russia, disputato quattro anni dopo l'annessione della Crimea: la Germania partecipò e, a suo avviso, non ci sono motivi per non farlo anche nel 2026.
"Lo sport deve concentrarsi sul calcio, la geopolitica si fa altrove", ha detto. Le discussioni sul boicottaggio sono riemerse sullo sfondo delle tensioni politiche tra Stati Uniti ed Europa, in particolare per le posizioni del presidente Donald Trump su Groenlandia e immigrazione. In ambito politico non sono mancate critiche, ma senza arrivare a richieste formali di boicottaggio. Di recente, il vicepresidente della Dfb e presidente del St. Pauli, Oke Göttlich, ha chiesto almeno di aprire un dibattito sulla partecipazione ai Mondiali negli Stati Uniti, Canada e Messico. Giocatori e dirigenti della Bundesliga, tuttavia, hanno finora mantenuto un atteggiamento prudente e cauto.