Altro giro altra vittoria. E altra vittima illustre: la Fiorentina, arrivata al San Paolo da capolista. Grande Napoli e grande il suo mentore, Maurizio Sarri, campione di modestia, umiltà e sincerità come se non bastassero le sue doti da tecnico: "Pensare allo scudetto è un’eresia? Adesso siamo quarti e non dobbiamo preoccuparci di guardare in alto. Stiamo facendo bene ma ora non si può dire che possiamo essere competitivi ai massimi livelli".
Lo possiamo però dire noi, visto come gioca e vince la sua squadra. Grande collettivo e individualità top: da Insigne ad Hamsik, da Allan a Callejon, passando ovviamente per Higuain: "Come sta il Pipita? Lo vedo sorridente, lo vedo sereno, lo vedo forte come mi aspettavo, forse anche di più. Ha grande serenità dal punto di vista mentale. La squadra è cresciuta per la grande disponibilità dei giocatori, non avrei mai pensato che giocatori di questo livello potessero mettersi così a disposizione della squadra. In fase offensiva la qualità è evidente, dietro abbiamo fatto fatica all’inizio anche perché abbiamo cambiato modo di difendere ma adesso stiamo crescendo".
Una squadra che ha fatto nuovamente innamorare di sè la città: "Non amerò mai i social network ma amo tantissimo questo pubblico che è stato favoloso. Ieri ho detto che volevo uno stadio infernale e mi hanno preso alla lettera. Che emozione giocare e vincere qui con un pubblico del genere. Pochi stadi del mondo possono dare questa emozione. Nel primo tempo siamo stati bravi a non concedere niente alla Fiorentina, che in Italia è la migliore squadra nel giocare la palla. Se preferisco vincere l’Europa League o lottare per lo scudetto? Non voglio rispondere, non si può scegliere, per noi la strada è così lunga che non dobbiamo pensare a maggio e a traguardi così importanti che sono lontanissimi. Questa squadra per avere degli obiettivi deve ancora crescere ”.
Un grazie a tutti i nostri tifosi che continuano sempre a spingerci verso le vittorie #ADL
— AurelioDeLaurentiis (@ADeLaurentiis) 18 Ottobre 2015