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IL FUTURO VIOLA

La Fiorentina dopo Commisso: lo sbarco di Paratici e il timone saldo fra la famiglia e il Dg Ferrari

La difficile ripartenza del club viola dopo la scomparsa del presidente: un nuovo assetto per dare continuità al suo progetto 

di Paolo Borella
17 Gen 2026 - 16:23

Dopo la tristezza e il ricordo affettuoso che non si spegnerà mai, il momento più difficile per il mondo Fiorentina, dopo la morte del presidente Rocco Commisso, sarà quello della ripartenza. 

Come renderlo fiero? Con una società in grado di mantenere saldi i principi del compianto presidente, ma che allo stesso tempo sappia trovare il giusto slancio verso il futuro. Commisso è stato vicino alla sua viola fino all'ultimo, come conferma quella telefonata dopo il pareggio di domenica contro il Milan: "Avanti così, avremmo meritato di vincere", queste le sue parole per il dg Alessandro Ferrari, mister Paolo Vanoli e tutta la squadra. 

L'amata moglie Catherine, sposata 50 anni fa e costante presenza anche nelle decisioni più importanti, e il figlio Giuseppe, membro del consiglio di amministrazione della Fiorentina, che ha vissuto a Firenze prima di tornare negli Usa dove vive anche la sorella Marisa, hanno dato subito l'ok per la disputa dei match della società nel weekend dopo la sua morte. "Il calcio è sempre stata la sua passione più grande e per rispetto di questo grande amore le squadre della Fiorentina onoreranno il suo ricordo giocando per lui su tutti i campi", recita il comunicato. 

Un amore da rispettare e un ricordo da onorare che ora passeranno nelle mani della nuova dirigenza. L'eredità calcistica non potrà prescindere dalla famiglia di Commisso, dato che Rocco mai aveva messo in dubbio la sua volontà di restare al timone del club, smentendo il possibile coinvolgimento di fondi americani o arabi per un'eventuale cessione. Il figlio Giuseppe, da tempo entrato nelle dinamiche societarie, potrà essere il ponte fra il presente, il passato e il futuro

Ad aprire le porte del Viola Park a Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo con ampia responsabilità sull'area tecnica dal 4 febbraio, sarà di certo ancora Alessandro Ferrari. Da uomo di fiducia, alla gestione della comunicazione e delle relazioni esterne, fino alla carica di direttore generale: Ferrari incarna la visione di Commisso sul territorio italiano, anche in questa stagione così difficile. 

Infine, in attesa di decisioni ufficiali e dei verdetti del campo per cui la salvezza e la permanenza in Serie A restano cruciali, assume ulteriore rilevanza anche il profilo dell'amministratore delegato Mark Stephan, presente con maggiore continuità a Firenze nell'ultimo periodo.

Quattro punti fermi, per un pallone che continua a rotolare anche tra le incertezze, un futuro tutto da scrivere e un dolore che accompagnerà a lungo l'ambiente viola.