I giornali sportivi: domenica 6 settembre 2026
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Curtis Jones il più presente tra gli acquisti estivi, anche se per ora ha mostrato qualche difficoltà naturale di ambientamento
di Enzo PalladiniChissà se Cristian Chivu ha studiato latino ai tempi della scuola. Di sicuro certe sue dimostrazioni di saggezza lasciano pensare che qualche reminiscenza dell'antico sapere sia presente nei suoi ragionamenti. "Certa amittimus dum incerta petimus": perdiamo ciò che è certo quando cerchiamo l'incerto. Questa Inter sembra basata su questo motto che veleggia verso i duemila anni di vita. Chivu sa benissimo che la base con cui ha vinto lo scudetto l'anno scorso è solida e può tranquillamente ripetersi. Ha voluto alcuni giocatori di qualità per puntellare la rosa, ma per ora non li ha mai praticamente utilizzati, eppure ha vinto tre partite su tre, l'ultima delle quali proprio grazie alla forza di quel gruppo, alla potenza della coppia d'attacco Lautaro-Thuram, all'orgoglio di chi nello spogliatoio nerazzurro ha cementato rapporti anche nei momenti più complicati.
I nuovi, dunque, per ora non sono stati protagonisti di questo brillante inizio di stagione. L'unico schierato una volta titolare (ma non lo si può definire nuovo perché è tornato da un prestito) è stato Pavard, con i suoi 90 minuti dignitosi alla seconda giornata a Cagliari. Gli altri hanno raccolto ben poco finora:
Provedel 0 presenze
Stones 2 presenze 37 minuti
Spence 0 presenze
Stankovic 1 presenza 7 minuti
Jones 2 presenze 70 minuti
TOTALE 5 presenze 114 minuti
Non è un caso se il minutaggio maggiore è quello di Curtis Jones, fortemente voluto da Chivu per le sue caratteristiche diverse da quelle degli altri centrocampisti. Per il momento però l'inglese ha mostrato qualche difficoltà di ambientamento, peraltro ampiamente giustificabile visto che non era mai uscito calcisticamente dal perimetro della città di Liverpool, Si dice che strappi applausi ai compagni in allenamento e qualcosa delle sue qualità si intravvede, C'è da lavorarci. Non sembra invece particolarmente bisognoso di istruzioni John Stones, che è entrato per due spezzoni di partita e si è perfettamente ambientato al clima delle rispettive gare, dall'alto della sua statura e della sua esperienza. Poi si scende ai 7 minuti raccolti da Alexandar Stankovic, che aveva disputato un precampionato di livello. A un certo punto l'Inter ha ipotizzato di cederlo in prestito, poi ha cambiato idea. Sarebbe un peccato che venisse lasciato da parte, perché con la maglia del Bruges ha dimostrato di potersela giocare anche ai livelli più alti. Spence per ora è infortunato, quindi bisogna avere pazienza. E Provedel avrà spazio in Coppa Italia.
L'Inter che viaggia al primo posto sfrutta ancora il vento della passata stagione, soprattutto del girone di ritorno quando tutte le avversarie si sono dovute inchinare al ritmo dei nerazzurri. Ma poi se andiamo a ben vedere, una gran parte dei giocatori che Chivu sta utilizzando in questo periodo è formata da reduci dell'era di Simone Inzaghi, a cui l'anno scorso sono stati aggiunti Diouf, Pio Esposito, Sucic, Luis Henrique e Akanji, oltre a qualche giocatore meno utilizzato tipo Bonny. Questo significa che quel maledetto finale della stagione 2024-25 con tre traguardi buttati nella spazzatura era figlio di un corto circuito mentale e il gruppo era validissimo. Il lavoro di Chivu in poco è più di un anno è stato psicologico più che tecnico o tattico. Ha rimesso le persone al centro del suo progetto, ha guarito ferite profonde. Adesso però deve accettare una nuova sfida, quella di inserire bene la new wave che viene dalla Premier League. A cominciare dalla trasferta di Madrid contro Mourinho.
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