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Lautaro riesce a dominare il suo nervosismo e a risolvere la partita, Thuram è tornato spacca-difese
di Enzo Palladini© Getty Images
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Inutile girare intorno all'argomento. È tornata la Thu-La ed è tornata la vera Inter, quella che può tutto, che trita gli avversari, che non si spaventa di fronte a un doppio svantaggio. L'Inter della seconda metà della passata stagione, che - derby a parte - ha imparato a gestire gli scontri diretti dopo le incertezze dei primi mesi di Chivu. C'è un aspetto che serve a sottolineare questo cambiamento ed è la doppietta di Lautaro Martinez. L'anno scorso, nella partita d'andata al Maradona, il capitano si innervosì al punto da litigare con Antonio Conte (che ovviamente conosce i punti deboli dell'argentino), l'Inter perse la partita. Stavolta a San Siro Lautaro ha rischiato di perdere il controllo dopo qualche contrasto poco ortodosso del quale è rimasto vittima, ma ha urlato contro sé stesso ed è riuscito a segnare il gol del 3-2 che significa terza vittoria consecutiva e soprattutto significa aver lanciato un segnale forte al campionato.
Marcus Thuram era un'assenza evidente nell'Inter delle partite precedenti. Era a disposizione, aveva anche giocato un po', ma il Mondiale vissuto quasi da turista e le lunghe vacanze successive l'avevano un po' bloccato. In tutta questa prima parte del campionato (così come nelle amichevoli), Pio Esposito ha sempre fatto il suo dovere. Però Thuram è un giocatore con caratteristiche uniche, che sa aprire le difese avversarie, che può partire da lontano ma che con il suo fisico sa farsi valere anche in area di rigore. In un solo tempo giocato con il Napoli ha colpito un palo con un colpo di mezza testa e mezza spalla, poi è andato a segnare il gol del 2-2 quando non tutti ci stavano credendo all'interno dello stadio.
Ora l'Inter va a Madrid contro una squadra forte ma che contro il Betis ha dimostrato di essere vulnerabile. Molto probabile che Chivu dia fiducia inizialmente alla Thu-La, ricordando anche certe prestazioni stratosferiche del francese in trasferte di Coppa. Una legge non scritta del calcio dice che non bisogna mai lasciare fuori un attaccante "on fire", perché si rischia di pentirsi amaramente. Pio Esposito avrà modo di dare il suo contributo, magari a partita in corso. Intanto la vittoria sul Napoli ha una doppia valenza per Cristian Chivu, Gli ha detto che la sua squadra è guarita definitivamente dal mal di scontri diretti, ma soprattutto gli ha detto che i tanti errori di finalizzazione registrati a Cagliari erano solamente una coincidenza, non sono nel Dna della squadra.
Ovviamente in questi giorni ci saranno anche altri aspetti da analizzare. Prima di tutto qualche errore individuale (clamoroso quello di Barella), poi qualche calo di forma da parte di alcuni uomini importanti (Akanji per esempio), poi il problema della mezzala sinistra con Sucic un po' disorientato nel primo tempo e Jones non ancora perfettamente inserito nei meccanismi. Peccati veniali, problemi che sarebbero stati ingigantiti da una sconfitta e che invece adesso potranno essere sistemati con calma. Non troppa, perché a Madrid non saranno permesse lacune.