POST-CHAMPIONS

Juventus sul filo del rasoio: dieci vittorie con un solo gol di scarto

Anche contro la Lokomotiv decisiva la panchina. E qualche tifoso inizia a farsi domande su Ronaldo

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Juventus unica squadra imbattuta nei top campionati europei, Juventus già qualificata agli ottavi in Champions League, Juventus... in affanno. Tre facce di una medaglia impossibile da realizzare ma che raccontano abbastanza bene le anime di una squadra che viaggia a ritmi pazzeschi senza ancora incantare la platea come ci si attendeva dalla cura Sarri. Anzi, tante volte deve ricorrere alla panchina per dare la svolta, vince di misura e trova i tre punti "solo" nei minuti finali.

Il famoso pelo nell'uovo, i dettagli che fanno la differenza, un'analisi al microscopio: questo è ciò che avviene sulla pelle della Juve, inevitabile per chi domina in Serie A da tanti anni, può schierare uno dei due talenti mondiali più grandi (che merita un capitolo a parte) e ha nel sogno Champions un obiettivo ormai dichiarato da tanto. La medaglia di inizio discorso ritorna, a due facce, analizzando le dieci vittorie di misura su quindici: i bianconeri corrono spesso sul filo del rasoio ma alla fine hanno quasi sempre la meglio.

Al netto dei pareggi, solo contro Spal e Bayer Leverkusen la Juve ha vinto con oltre un gol di scarto e per sei volte nelle quindici partite stagionali ha trovato la rete (o le reti, vedi allo Stadium contro la Lokomotiv) nel quarto d'ora finale. Una prova di forza, una mentalità spalmata sugli interi novanta minuti. Un merito acquisito nel corso di questi anni ricchi di vittorie ma non una garanzia di successo, e non sempre la carta vincente è quella che arriva dalla panchina (vedi Higuain nel derby o ieri con Douglas Costa, arma fondamentale per il nuovo corso tecnico).

Per questo Sarri ripete che bisogna gestire meglio le partite, essere più concreti in zona offensiva, andare oltre i tabellini che recitano spesso e volentieri tiri verso la porta a due cifre quando poi il computo dei gol va raramente oltre i due. E in questo discorso si inserisce quello di Cristiano Ronaldo, anche ieri in ombra, pure nervoso al momento del cambio, e sul quale più di qualche tifoso inizia a farsi domande. Nessun dubbio sul giocatore, qualcuna in più sulla carta d'identità: bisogna veramente iniziare a centellinarne le presenze? E come lo si spiega ad un cinque (forse sei) Pallone d'Oro? Tutte domande alle quali cercherà di rispondere nelle prossime settimane. Certo, da primi in campionato e con gli ottavi di Champions in tasca è tutto più facile.

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