EDIZIONE INEDITA

Calendari fitti, lunghe pause e gare secche: Champions folle e imprevedibile

Francesi e tedesche con i campionati fermi, mentre Inghilterra, Italia e Spagna arriveranno senza fiato agli scontri decisivi. Chi sarà avvantaggiato?

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Ci sono un francese, un tedesco e un italiano, ma anche uno spagnolo e un inglese. Sembra una barzelletta, ma in realtà la questione non fa ridere per niente e descrive banalmente l'edizione più folle di sempre della Champions League. E' il calcio del nostro continente in epoca coronavirus, va preso com'è anche se, verrebbe da dire scimmiottando una nota pubblicità, il nostro calcio è differente. Differente, sicuro. Intanto niente pubblico per ovvie ragioni di salute; quindi partite racchiuse in una manciata di giorni; poi la final eight in campo neutro a Lisbona e, soprattutto, con partite secche. Infine, il prevedibile caldo da non respirare e un calendario europeo che, nei fatti, divide la fase finale della massima competizione europea in due segmenti ben distinti: da una parte, appunto, le squadre francesi e tedesche che arriveranno al traguardo dopo un mesetto (abbondantissimo per la Francia) di inattività, dall'altra italiane, spagnole e inglesi attese alla meta con il fiato corto dopo un giugno-luglio di superlavoro. Il che, facile prevederlo, farà della final eight un tiro di dadi: tutto potrà succedere.

Per essere ancora più chiari: Psg e Lione si presenteranno fresche come una rosa dopo aver giocato l'ultima gara ufficiale a marzo e aver incentrato tutta la preparazione esclusivamente sulla Champions. Scariche mentalmente? Possibile. Senza ritmo partita? Probabile. Ma quale sarà il ritmo partita ad agosto?

Discorso non troppo diverso per le squadre tedesche: il Bayern, già campione di Bundes, ha una cinquantina di giorni per preparare il ritorno degli ottavi con il Chelsea (3-0 per i tedeschi all'andata) che arriverà alla sfida con nove partite (coppe escluse) sul groppone in un mese. Il Lipsia, già alla final eight, riposerà solo una decina di giorni in meno. E le italiane? La Juve e il Napoli si presenteranno alla volata Champions dopo 12 partite di campionato e due di Coppa Italia - una già giocata ovviamente - strette in quaranta giorni. L'Atalanta (già ai quarti) e, in Europa League, per Inter e Roma, anche. Reggeranno le gambe? Perché poi sarà una Champions da buttare giù come uno shottino: per il gusto meglio ripassare, ma l'effetto altamente esaltante è assicurato... 

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