IL RECORD

Bundesliga laboratorio d'Europa: tre allenatori tedeschi in semifinale

Tuchel. Nagelsmann e Flick sono alla guida di tre delle quattro squadre superstiti nell'Europa che conta. Non era mai successo in Champions

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Tre allenatori su quattro, nelle semifinali di Champions, sono tedeschi. Record assoluto nella storia della competizione europea per club più prestigiosa. Era successo in Europa League, nel 2010/11, quando il record lo ha realizzato il Portogallo. Se stasera Pep Guardiola dovesse superare il Lione, sarebbero quattro i tecnici che hanno vissuto l'esperienza della Bundesliga a sognare di alzare la Champions al cielo di Lisbona. Non può essere un caso. Il campionato tedesco è diventato un vero e proprio laboratorio tattico all'avanguardia, quello, insomma, che rappresentavano il calcio italiano e la scuola di Coverciano fino a qualche anno fa. 

E pensare che l'organizzazione di gioco era l'ultimo pensiero dei tedeschi quando parlavano di calcio. Wolfgang Frank, il maestro di Klopp, sembrava una mosca bianca con il suo amore per il 4-4-2 e Arrigo Sacchi. Poi è arrivato Rangnick e la sua lezione di strategia calcistica alla tv nazionale, un episodio che ha fatto infuriare il 90% dei tecnici tedeschi ancora troppo legati alla tradizione.

Gli ultimi anni, però, complice il lavoro straordinario della federazione che ha creato una scuola ad altissimo livello, il livello di preparazione degli allenatori è cresciuto arrivando ai massimi livelli. L'esempio più prestigioso è quello di Klopp, ma sulla scia del tecnico del Liverpool sono cresciuti in tanti. Basti pensare al suo sostituto al Borussia, Tuchel, che sfruttando le caratteristiche della nouvelle vague tedesca (gegenpressing, verticalizzazioni sistematiche e ripartenze brucianti) si è guadagnato la chiamata degli Emiri di Parigi.

Nagelsmann, poi, è forse il caso più clamoroso. A nemmeno 30 anni ha saputo creare il miracolo Hoffenheim, portato ai preliminari di Champions, e quello del Lispia che, senza Werner, è arrivato alla semifinale di coppa solo grazie a un calcio unico al mondo, senza un sistema di gioco di riferimento, strutturando e destrutturando la disposizione in campo a seconda dei momenti.

E poi c'è Flick, l'uomo che, sostituendo Kovac, ha creato una vera e propria macchina da guerra in Baviera. Dopo aver trionfato in Bundesliga, ha umiliato il Barcellona con una prova di forza che ha ricordato il 7-1 al Brasile nel Mondiale 2014. Sarà perché Flick c'era anche allora: era l'assistente tecnico del C.T. tedesco Joachim Löw.

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