Roma, Ranieri difende Garcia

Il suo Leicester è primo in Premier: "I tifosi stanno vivendo un sogno e non vogliamo svegliarli"

22 Dic 2015 - 19:27
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Claudio Ranieri è l'Imperatore di Leicester con il cuore a Roma. "In questo momento i giocatori hanno perso fiducia ma ho visto quello che è successo dopo il gol di Florenzi, l'abbraccio all'allenatore - ha detto a Dagospia -. Sono convinto che faranno bene da qui in poi. E' giusto continuare con Rudi Garcia". Sul primato in Premier: "I tifosi stanno vivendo un sogno e non vogliamo svegliarli, ma non abbiamo le forze per lottare per il titolo".

L'anno scorso di questi tempi il Leicester arrancava in ultima posizione, ora a distanza di 12 mesi guarda tutti dall'alto verso il basso. "Non siamo pronti per lottare per diventare campioni - ha detto Ranieri nella conferenza stampa pre-gara con il Liverpool - Ma il calcio è fantastico per questa ragione: non sempre vince il migliore, non è il tennis".

Il tecnico romano ringrazia i suoi giocatori e gli splendidi tifosi. "Sono davvero orgoglioso della squadra e dei nostri fan. Stanno vivendo un sogno e non voglio svegliarli. Dobbiamo divertirci, giocare liberi e senza pressioni. La pressione è tutta sulle grandi squadre. Se tutto il mondo parla di noi, divertiamoci e continuiamo a giocare".

A Santo Stefano c'è la difficile trasferta di Anfield contro il Liverpool. "Può succedere di tutto, se vinciamo le prossime due saliamo a 44 punti. A Liverpool c'è un'atmosfera eccezionale e noi se vogliamo vincere dobbiamo mettere in campo il nostro meglio".

Nell'intervista rilasciata a Giancarlo Dotto, Ranieri ha parlato anche dell'esonero di Mourinho, cacciato proprio dopo la sconfitta contro il Leicester. "Vuoi sapere la verità, tutta la verità? Sono veramente dispiaciuto per lui. Lui disse quelle cose su di me (che era vecchio, non aveva vinto nulla e non sapeva l'inglese, ndr) perché mi temeva. Fa così Mourinho, è il suo metodo con l’avversario da battere. Ma poi, quando sono arrivato qui a Leicester, è stato il primo a mandarmi il messaggio di benvenuto e, quando l’ho abbracciato a fine partita, ero sincero".