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Premier League e coronavirus: Kanté ha paura, Mariappa sconvolto dalla positività

Il Chelsea lascia a casa il centrocampista, il difensore del Watford non si raccapezza. E c'è il caso tamponi

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La Premier League che riparte con gli allenamenti a piccoli gruppi perde qualche pezzo. È il caso di N'Golo Kanté che, spaventato per i possibili contagi, ha chiesto ed ottenuto il via libera del Chelsea per non allenarsi al centro sportivo. Ma fa rumore pure Mariappa, difensore del Watford risultato positivo: "Non so come l'ho preso, ho tenuto un comportamento perfetto". E scoppia anche il caso dei tamponi "inconcludenti".

Un passo alla volta, cominciando da Kanté. Il francese martedì era stato visto a Cobham per il ritrovo del Chelsea ma ieri ha rinunciato ad allenarsi tornando a casa per continuare le sedute individuali. Dietro alla sua scelta, riporta il Daily Mail, motivi di apprensione legati al suo stato di salute: Kanté ha timori di essere contagiato stando a contatto con gli altri compagni e ha chiesto e ottenuto di poter tornare a casa. I Blues comprendono la posizione del giocatore e non faranno pressione: rientrerà quando se la sentirà.

Diverso, e più delicato, il caso di Adrian Mariappa, che è uscito allo scoperto: la Premier League non aveva svelato il nome dei sei positivi ai controlli, ci ha pensato lo stesso difensore del Watford. "Quando me l'hanno detto non potevo crederci: non ho mai lasciato casa se non per qualche esercizio fisico e passeggiate con i bambini. Per mangiare abbiamo usufruito spesso del delivery e mia moglie è andata al supermercato pochissime volte. Oltretutto non ho avuto sintomi: senza il test non avrei mai pensato di averlo contratto".

Parole che seguono alcune polemiche sui tamponi che hanno dato esito inconcludente. Alcuni giocatori della Premier League infatti non sono potuti tornare ad allenarsi perché i primi test non hanno prodotto risultati positivi o negativi a causa di informazioni non sufficienti: dovranno dunque rifare il tampone. Soluzione che spaventa gli allenatori: se, come da protocollo, prima delle partite verranno fatti test il cui esito sarà però inconcludente, rischieranno di non poter avere a disposizione alcuni giocatori visto che dovranno ripetere il tampone e potrebbe non esserci il tempo necessario di aspettare il secondo esito prima che inizi il match.

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