PREMIER LEAGUE

Premier League: Leicester e Manchester United si rilanciano, il Tottenham si salva a Norwich, Ancelotti fa due su due

Le Foxes consolidano il secondo posto, Red Devils di nuovo in zona Europa. Everton vittorioso sul campo del Newcastle

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Il Leicester vince 2-1 sul campo del West Ham (esonerato Pellegrini) e si conferma secondo in Premier League: Iheanacho e Gray firmano il -10 dal Liverpool (che deve ancora disputare due partite). Il Tottenham di José Mourinho viene bloccato sul 2-2 a Carrow Road dal Norwich ultimo in classifica. Il Manchester United vince 2-0 a Burnley e torna in zona Europa. Carlo Ancelotti fa due su due e rilancia l'Everton con il 2-1 a Newcastle (doppietta di Calvert-Lewin).

Getty Images

NEWCASTLE-EVERTON 1-2
Carlo Ancelotti non ha perso il suo tocco, anzi: dal suo arrivo a Liverpool l'Everton ha solo vinto. E se le partite giocate dai Toffees con la guida del nuovo tecnico sono state finora solo due, c'è da dire che il ruolino di marcia per ora è immacolato e può dare anche spazio a qualche speranza europea. Vincendo sul campo del Newcastle, infatti, l'Everton appaia i bianconeri a quota 25 punti in classifica, in un decimo posto che rende ora realistico mettere nel mirino quella sesta posizione che può valere l'Europa League. Se la prima vittoria di Ancelotti, quella sul Burnley, era stata risicata (1-0), anche a St. James Park il match non è facile. Lo dimostra un Newcastle che dopo pochi istanti va vicino al vantaggio con Almiron. Dopo un'importante parata di Pickford su Joelinton è quindi Calvert-Lewin a portare in vantaggio gli ospiti al 13', sfruttando una mischia e un assist semi-involontario di Moise Kean (rilanciato da titolare da Ancelotti). L'Everton controlla, ma il Newcastle cresce: Carroll deposita in rete un pallone a gioco fermo (era in fuorigioco), poi spreca incredibilmente a pochi passi dalla porta. A pareggiare è quindi Schar al 56' con una gran girata al volo. Holgate pareggia il conto delle reti annullate per offside, quindi al 64' è ancora Calvert-Lewin a mettere la sua firma sulla vittoria, ribadendo in rete un cross di Walcott: pesanti, nell'occasione, le responsabilità di Schar che se lo lascia sfuggire in marcatura. Shelvey va vicino al nuovo pareggio, ma Davies e Mina potrebbero anche triplicare. Ulteriore segno di un Everton che con la guida di Ancelotti vince non per caso. E può ora diventare una mina vagante per tutti in Premier League.

SOUTHAMPTON-CRYSTAL PALACE 1-1
Occasione malamente sprecata per il Crystal Palace, che a Southampton non va oltre un 1-1 che muove sì la classifica ma piano. E i londinesi perdono due punti che nella corsa all'Europa League potrebbero pesare tantissimo. Le Eagles iniziano la partita nel modo migliore, con Max Meyer che sblocca il punteggio al 16'. Dopo due minuti di consultazioni, però, il Var annulla per fuorigioco. Tutto da rifare, quindi. Ne approfitta il Southampton, che spaventa i più accreditati rivali con le folate di Ings, Soares e Boufal. Il Palace regge l'onda d'urto, e prima dell'intervallo per poco non passa con Jordan Ayew. Il gol che fa volare gli ospiti arriva però al 50' e porta la firma di Tomkins, che di testa impatta nel modo migliore il pallone calciato su punizione da Milivojevic. La partita è però tutt'altro che finita: Ings viene mirato sul più bello, Zaha fa tremare il St. Mary's Stadium che però può festeggiare qualche minuto dopo. Precisamente al 74', quando Ings sfrutta un pasticcio difensivo per trovare il gol del pareggio. Addirittura Djenepo potrebbe portare in vantaggio i Saints, ma Guaita è provvidenziale a dirgli di no. La conclusione di poco alta sopra la traversa del solito Ings e un nuovo intervento di Guaita su Ward-Prowse chiudono i conti. Con il Crystal Palace che, forse, può anche ringraziare il cielo per aver portato a casa almeno un punto.

BRIGHTON-BOURNEMOUTH 2-0
Vittoria importantissima in chiave salvezza per il Brighton, che dopo le due sconfitte consecutive contro Sheffield e Tottenham abbatte il Bournemouth e lo lascia a quota 20 punti in classifica, con il terz'ultimo posto dell'Aston Villa lontano due sole lunghezze. La sfida tra le due pericolanti (a pari punti al momento del calcio d'inizio) si sblocca già al 3', quando Jahanbakhsh libera un bolide terra-aria che buca il portiere ospite Ramsdale e si infila nell'angolino. Gli ospiti non ci stanno e cercano subito le contromosse, ma Ryan è formidabile nella parata su Joshua King. Il Bournemouth continua ad attaccare nel prosieguo del primo tempo, ma né Wilson né Stanislas hanno fortuna. La ripresa presenta quindi un Brighton che trova il modo di meritarsi la vittoria: al 58' Burn segnerebbe il gol del raddoppio, annullato però dal Var per fuorigioco. Quindi, dopo un palo colpito dai padroni di casa con Bissouma, il meritato 2-0 arriva: lo segna Mooy con una grande botta su assist al bacio di Trossard. E i Seagulls possono respirare.

WATFORD-ASTON VILLA 3-0
Tre punti pesantissimi anche quelli conquistati a Vicarage Road dal Watford dei Pozzo, che in questo modo rimane sì penultimo in classifica ma a -3 dal West Ham e a -4 proprio dal Bournemouth. Dall'altra parte c'è invece un Aston Villa che invece di rilanciarsi in una sfida direttissima nei bassifondi della Premier, viene definitivamente risucchiato nelle paludi della zona retrocessione: il terz'ultimo posto è drammaticamente confermato per la squadra di Birmingham. Che ad affrontarsi siano due pericolanti lo si capisce piuttosto bene nei primi minuti, dominati dai falli e da conclusioni imprecise. Quindi Wesley costringe Foster a una grande parata e poi reclama un rigore per l'Aston Villa che non viene assegnato. Doucoure e Sarr sprecano due ghiotte occasioni per il vantaggio del Watford, trovato invece al 42' da Deeney, che piomba su un pallone respinto da Heaton e lo ribadisce in rete. La ripresa è a senso unico a favore del Watford: prima Chalobah spedisce sopra la traversa la palla del potenziane raddoppio, quindi i padroni di casa dilagano nonostante l'espulsione di Mariappa li costringa a giocare dal 57' in inferiorità numerica. Già al 67' Sarr si conquista un rigore che Deeney trasforma dopo una lunga consultazione con il Var, quindi al 71' è lo stesso Sarr a chiudere i conti anche in questo caso dopo che l'arbitro si prende un paio di minuti per verificare la regolarità dell'azione. Notte fonda per i Villans.

WEST HAM-LEICESTER 1-2
Il Leicester consolida la seconda posizione e tenta di restare (in maniera disperata) ancora in corsa per il titolo. Gli ospiti potrebbero sbloccare la situazione al 9’, quando Iheanacho supera Fabianski, che poi stende l’attaccante del Leicester. L’arbitro non ha dubbi e assegna il rigore, con l’ammonizione per il portiere ex Arsenal. Stante l’assenza di Vardy, dal dischetto si presenta Gray che si fa però ipnotizzare dall’autore del fallo, che si riscatta subito e tiene il risultato sullo 0-0. Al 22’ Masuaku effettua un bel tiro verso la porta di Schmeichel, che con i riflessi allontana il pericolo per la difesa del Leicester. Una ripartenza improvvisa degli Hammers vede Anderson servire Fredericks, che calcia al volo ma non riesce a imprimere la forza giusta per mettere in difficoltà Schmeichel, che compie un comodo salvataggio. Il Leicester va avanti al 40’: il tentativo di allontanare palla da parte di Masuaku prende in pieno Justin che serve Perez; quest’ultimo mette al centro per il colpo di testa vincente di Iheanacho. Tuttavia il West Ham agguanta il pari allo scadere, quando il taglio di Anderson trova sul dischetto del rigore Fornals che infila il pallone nell’angolino basso. Al Leicester bastano comunque poco più di dieci minuti dall’inizio della ripresa per riportarsi in vantaggio: su un errore di Diop, la palla arriva sui piedi di Perez che imbecca Grey, il quale fa secco Fabianski con un gran tiro sotto l’incrocio dei pali. Le Foxes soffrono un po’ nel finale, ma riescono comunque a portare a casa un successo fondamentale che garantisce loro il secondo posto al termine del 2019.

NORWICH-TOTTENHAM 2-2
Primo pareggio del Tottenham sotto la gestione Mourinho, che non riesce a imporsi sul campo dell’ultima in classifica. Padroni di casa subito in forte pressing. Eriksen e Ndombele si scontrano fornendo la sfera a Stiepermann, che si presenta in area di rigore e con il destro trova la grande risposta di Gazzaniga in tuffo. Dele Alli spreca un’ottima occasione mandando altissimo col piatto destro e non sfruttando la generosità di Harry Kane. Al 18’ la squadra di Farke si porta in vantaggio: Foyth prova l’uscita palla al piede, la perde nel contrasto con Hernandez che serve subito Vrancic, che ignora i compagni e prova la conclusione con la sfera che termina alle spalle di Gazzaniga. Il Norwich andrebbe sul 2-0 al 34’ dopo un errore di Serge Aurier (che aveva perso la sfera all’altezza del centrocampo) che aveva determinato la rete Pukki tutto solo davanti a Gazzaniga. Il Var, però, annulla il raddoppio per questione di millimetri: il gomito del finlandese era oltre il ginocchio di Vertonghen sul lancio di Vrancic. Una grande punizione dal limite di Eriksen consente alla formazione di Mourinho di pareggiare i conti al 55’. Ma per il Tottenham la strada diventa tutt’altro che in discesa. Al 61’, infatti, arriva l’autorete di Aurier nel momento migliore degli Spurs: Pukki si presenta tutto solo davanti a Gazzaniga, viene anticipato da Alderweireld che colpisce il terzino ivoriano e la sfera termina in rete. Il Tottenham riesce quantomeno a evitare la figuraccia a 8’ dalla fine con il 200esimo gol messo a segno in Premier League da Harry Kane, che trasforma un rigore da lui stesso conquistato (intervento in ritardo di Zimmermann in scivolata). Niente aggancio, seppur momentaneo, al quarto posto occupato dal Chelsea.

BURNLEY-MANCHESTER UNITED 0-2
Un Manchester United solido ed estremamente efficace espugna il campo del Burnley con due gol nel finale dei due tempi e si mette alle spalle una volta per tutte le difficoltà di metà mese (quando tra Everton e Watford raccolse un punto): la seconda vittoria consecutiva vale il sorpasso sul Tottenham, il ritorno al quinto posto e soprattutto il momentaneo -1 sul Chelsea quarto. La partenza dello United è convinta, e caratterizzata da un insistito possesso palla da parte degli uomini di Solskjaer. In particolare è Rashford a mettere in costante apprensione il portiere di casa Pope. Meno preciso Fred, che spreca malamente un calcio di punizione (e Turf Moor lo tempesta di fischi). L'uomo più pericoloso dei Red Devils si rivela comunque Rashford: dopo un'altra pericolosa conclusione, con la palla che sibila di poco oltre il palo, lo stesso numero 10 dello United va al tiro al termine di un'azione confusa ed esalta i riflessi di Bardsley, che salva sulla linea. Al 44' arriva quindi il meritato vantaggio ospite: Taylor si addormenta sulla fascia e permette a Pereira di scappare con il pallone, servendolo a Martial che trafigge Pope. Nella ripresa il tema non cambia: Rashford cerca insistentemente il raddoppio, con il suo primo tentativo che termina contro l'esterno della rete. Poi finalmente infila la porta, ma il Var non convalida per un suo precedente fallo. Dopo una grande parata di Pope su Martial, quindi, improvvisamente si sveglia il Burnley: Bardsley, Cork e soprattutto Gudmundsson fanno tremare De Gea. Lo United respira e, da grande squadra, dopo aver fatto sfogare i padroni di casa passa al contrattacco: nei minuti di recupero anche il portiere Pope si getta alla ricerca del pareggio e in pieno recupero finalmente c'è gloria per Rashford, che va in gol sfruttando una ripartenza dei suoi e un rimpallo favorevole sull'assist di James.

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